Arredo da esterno minimal

Se ben progettato, un green roof può dare l’illusione di trovarsi in uno spazio naturale anche all’ultimo piano di un grattacielo. Spesso, un giardino pensile rappresenta l’unica chance di stare a contatto con la natura, contribuendo a migliorare l’aspetto di case, uffici, centri commerciali e costruzioni con scarse attrattive dal punto di vista estetico. I tetti verdi sono una tendenza in crescita nel campo della bioedilizia e sposano bellezza, risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico. Quali sono i presupposti per creare un tetto verde? Scopri come e perché realizzarne uno!

Giardino pensile: che cos’è e vantaggi

Annoverati fra le Sette meraviglie del mondo antico, i giardini pensili di Babilonia sono il precedente illustre di una tendenza sempre più affermata nel mondo del design. Realizzati per volere di Nabucodonosor II, si sviluppavano – leggenda o realtà? – su un immenso sistema di terrazzamenti in pietra, accogliendo piante e alberi provenienti da ogni parte del mondo. Oggi, questa visione paradisiaca rivive nei progetti che portano il verde su spazi artificiali quali terrazze, tetti e garage. Vediamo insieme cosa bisogna considerare.

È un’opzione accessibile per tutti?

I giardini pensili sono indubbiamente di gran moda: ma sono un’opzione per tutte le tasche? Dipende. Il costo è molto variabile e cambia in base alla superficie da rivestire, alle essenze vegetali utilizzate, agli aspetti tecnici del progetto e alla sua complessità. Generalizzando, possiamo distinguere fra i giardini pensili estensivi e quelli intensivi. Nel primo caso, lo spessore della copertura è ridotto e anche iI peso. Questa soluzione – obbligata se la possibilità di carico della struttura è bassa – consente di risparmiare sul costo e di semplificare la manutenzione. Al contrario, i giardini pensili intensivi hanno uno spessore superiore ai 15 centimetri e in alcuni casi possono arrivare anche a un metro. Costo, peso e complessità del montaggio variano di conseguenza.

Requisiti base

Quali sono le premesse per progettare un giardino pensile? Tanto per cominciare, la superficie destinata ad accogliere il verde deve presentarsi integra e in ottimo stato. Inoltre, deve avere la solidità necessaria per sostenere il peso delle piante, a maggior ragione se è prevista la piantumazione di alberi o grossi arbusti. Alla luce delle sfide progettuali che comporta, può essere consigliabile predisporre il giardino pensile già in fase di costruzione dell’edificio, piuttosto che inserirlo a posteriori in un sito poco adatto allo scopo. 

Vantaggi

Le attrattive di un giardino pensile sono anzitutto estetiche. Un green roof offre la possibilità di circondarsi di verde anche in città, fra strade trafficate e palazzoni in cemento. I benefici non finiscono certo qui. Un giardino pensile, infatti, rappresenta una barriera fonoassorbente naturale in grado di migliorare l’isolamento acustico dell’edificio, proteggendolo dai rumori invadenti. Allo stesso tempo, migliora l’isolamento e il comfort termico e permette di risparmiare sul consumo degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione. Può contribuire, al contempo, a preservare le superfici interessate. Si tratta di un investimento intelligente per riqualificare una costruzione esistente – se ci sono i presupposti per farlo – e per aumentare il valore di mercato di un immobile. Oltre a risultare vantaggioso sotto il profilo del risparmio energetico, un giardino pensile contribuisce a riqualificare l’ambiente producendo ossigeno, abbattendo gli inquinanti e favorendo la regolazione dell’umidità atmosferica.

Suggerimenti:

Come realizzare un giardino pensile

La progettazione di un giardino pensile richiede una serie di valutazioni preliminari molto attente. La valutazione di fattibilità, così come la posa in opera vera e propria, deve essere affidata a una ditta specializzata con esperienza specifica in questo tipo di progetti. Ecco in sintesi gli step dell’installazione.

La copertura

Una volta definite le caratteristiche del progetto, si procede col montaggio degli strati su cui viene posizionato il terriccio. Il primo strato è rappresentato da una guaina in pvc con funzione impermeabilizzante. La membrana utilizzata deve essere a marchio CE e superare il cosiddetto “test antiradice”. Deve essere, cioè, resistente al rischio di perforazione delle radici che può mettere a repentaglio l’impianto. Una membrana ad alte prestazioni deve risultare resistente alle sollecitazioni meccaniche e imputrescibile. Sopra la barriera antiradice vengono disposti gli strati drenante e filtrante. La qualità dell’impermeabilizzazione – così come la progettazione del sistema di scolo dell’acqua – è fondamentale per proteggere il solaio dalle infiltrazioni e dalla formazione di muffe. Attenzione, quindi, a scegliere solo ed esclusivamente prodotti di qualità.

L’irrigazione

I giardini pensili di Babilonia insegnano. La loro esistenza era resa possibile da un impianto di irrigazione sofisticato che, per mezzo di condutture sotterranee, attingeva l’acqua dal fiume Eufrate, portandola fino al piano superiore da cui veniva lasciata defluire verso il basso, creando una magica visione di cascate e ruscelli. Va da sé che un sistema di irrigazione – e di drenaggio – performante è  essenziale per mantenere il giardino in salute, specie nei periodi di siccità (e dove gli spessori siano limitati e, quindi, vi sia poca capacità di accumulo dell’acqua). Il massimo della praticità è dato dai sistemi automatici, fuori terra (a pioggia o a goccia) o incorporati al substrato (i cosiddetti sistemi di subirrigazione). I tetti giardino più ecologici sono quelli che prevedono la raccolta e il riuso dell’acqua piovana. 

Quali piante scegliere?

Il giardino pensile è generalmente orizzontale, allestito cioè su un solaio di copertura: non manca, tuttavia, la possibilità di attrezzare le pareti in verticale. Quale che sia la soluzione prescelta, la selezione delle piante è molto importante e andrebbe affidata di preferenza a un garden designer o a un architetto paesaggista. La consulenza di un professionista è preziosa non solo per comprendere le esigenze delle singole piante, ma anche le interazioni fra le diverse varietà così da semplificarne la gestione.

La scelta delle piante dipende molto anche dalla tipologia progettuale. Il giardino pensile intensivo offre molta più libertà da questo punto di vista. A seconda dello spessore della copertura, è possibile prevedere l’inserimento di un ventaglio più o meno ampio di specie ornamentali (compresi, in alcuni casi, alberi decisamente ingombranti come il carrubo). Altro fattore da considerare è il clima, dando la preferenza alle varietà locali o comunque molto resistenti. Ecco qualche suggerimento.

  1. Piante grasse

    Tra le opzioni più gettonate ci sono le succulente e in particolare i sedum: di altezza ridotta, sono di poche pretese e molto adattabili (anche in caso di tetti pendenti). Grazie alle numerose varietà disponibili, si rivelano molto versatili e sfoggiano fioriture e colori sorprendenti.

  2. Graminacee

    Spesso, chi realizza un giardino pensile sceglie di adottare la soluzione “prato”. Volendo puoi affidarti anche alle graminacee ornamentali, dall’aspetto elegante e piacevolmente ”spettinato”: ad esempio alla stipa tenuissima, molto popolare fra i giardinieri. L’acquisto delle piantine in zolletta contribuisce a semplificare la posa.

  3. Fiori

    Come abbiamo visto, il giardino pensile rappresenta una risorsa preziosa anche dal punto di vista ambientale, specie se accoglie generose fioriture. Basta un miscuglio di fiori selvatici per fare felici api e farfalle e per trasformare il tetto verde in un eden in miniatura.

  4. Arbusti

    Vorresti ospitare degli arbusti nel tuo roof garden? Se sì, ti consigliamo di optare per le varietà di piccola taglia (diversamente servono accorgimenti specifici per l’ancoraggio delle piante, necessari anche per “fissare” il verde alle superfici spioventi). Ah, non dimenticare di predisporre eventuali percorsi e aree relax per goderti lo spettacolo!

Scegli i vasi migliori per le tue piante:

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