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Come fare il compost

La tematica ambientale diventa sempre più pressante e i cambiamenti climatici sono ormai sotto i nostri occhi. Ciò nonostante è possibile fare qualcosa per l’ambiente partendo proprio dalle nostre piccole azioni quotidiane. Ad esempio, hai mai riflettuto su come fare il compost? Se non sai cosa sia il compostaggio, non temere. Questa guida nasce proprio per spiegarti nel dettaglio come realizzarlo, facendoti scoprire tutti i vantaggi di questa pratica naturale.

Compost: che cos’è e vantaggi

Circa un terzo dei rifiuti che produciamo è di natura organica. Perché affidarli al sistema di raccolta differenziata oppure, peggio ancora, alle discariche inquinanti? Il modo migliore per riciclare i rifiuti organici è attraverso il compost.

Il compostaggio è un processo biologico totalmente naturale mediante il quale i materiali organici (rametti, erba, fiori, resti di frutta e verdura ecc.), sminuzzati, mescolati e aerati per garantire un’adeguata ossigenazione, si decompongono grazie all’azione di microrganismi, lombrichi e insetti, trasformandosi in terriccio ricco di humus, utilizzabile per reintegrare nel terreno sostanze nutritive e bioelementi.

Produrre autonomamente del compost è utile, da un lato per facilitare lo smaltimento dei rifiuti e dall’altro per garantire la fertilità del suolo. Attenzione però: non tutti gli elementi organici sono compostabili. Gli elementi che si adattano meglio al compostaggio sono gli avanzi di frutta e cibi crudi o cotti, filtri di thè, fondi di caffè, tovaglioli di carta, piante da vaso, terriccio, peli e piume, trucioli di legno, fogliame ed erba tagliata, scarti dell’orto, cenere.

Nella lista di quelli da evitare invece troviamo i gusci di noce, noccioli, ossa, carta inchiostrata o plastificata, tetrapack, tessuti tinti.

Come fare il compost

In base al metodo di compostaggio utilizzato, si possono ottenere diversi tipi di compost, che avranno caratteristiche diverse:

  • Fresco;
  • Pronto;
  • Maturo.

Il compost fresco è caratterizzato da residui ancora in corso di trasformazione. Si ottiene in un lasso di tempo compreso tra i due e i quattro mesi, ed essendo ancora ricco di sostanze nutrienti è ottimo come fertilizzante.

Nel compost pronto (dai 5 agli 8 mesi) invece lo stato di decomposizione si è stabilizzato. Per tale motivo non è consigliato come concime, ma può essere utilizzato come fertilizzante negli orti e nei giardini prima della semina o del trapianto.

Il compost maturo (fino a 24 mesi) è quello più stabile e di conseguenza il meno adatto come concime. Tuttavia è particolarmente consigliato per il terriccio delle piante in vaso e per le risemine o i rinfittimenti dei prati.

Tipologie e differenze

Uno degli strumenti principali per fare il compost è la compostiera. Di cosa si tratta? È un contenitore con capienza variabile dai 200 ai 1000 litri, che può essere realizzata in plastica, legno o rete. La compostiera rappresenta la soluzione migliore per chi ha a disposizione solamente un piccolo giardino.

La sua forma è molto simile a quella di una campana aperta alla sommità e solitamente anche su un lato. L’apertura in cima serve ad inserire i rifiuti organici, mentre quella laterale serve per estrarre il compost pronto all’utilizzo. Le compostiere si trovano facilmente in commercio, ma spesso sono gli stessi comuni a fornirle ai residenti, i quali ottengono anche uno sconto sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti.

Come fare invece il compost senza compostiera? Attraverso l’antica tecnica del cumulo, che è anche la più facile da applicare: i rifiuti organici vengono semplicemente accumulati all’aria aperta. È necessario però scegliere un luogo adatto, che dovrà essere asciutto e vicino a una fonte d’acqua.

La collocazione ideale è sotto un albero di foglie caduche, in modo da sfruttare l’ombra in estate, per evitare che il compostaggio si secchi, e il calore mantenuto dalle foglie cadute in inverno, affinché il processo di trasformazione non venga bloccato dal freddo. Il vantaggio del cumulo è l’ottimo arieggiamento dei materiali, che rende più agevole il rimescolamento del compost.

Come fare il compost

Come fare il compost

Come fare il compost? Per rispondere correttamente alla domanda sarà necessario fare attenzione ad alcuni importanti dettagli.

Per realizzare un buon compostaggio bisogna sempre ricordarsi di mantenere il giusto rapporto tra carbonio e azoto, due elementi fondamentali per la vita dei microrganismi utili alla decomposizione. Una regola semplice da ricordare è quella di bilanciare la quantità di materiale “verde” ricco di azoto (erba falciata, scarti freschi di orto e cucina) e materiale “marrone”, che apporta soprattutto carbonio (foglie secche, paglia, ramaglie cippate, segatura, carta e cartone).

In pratica, bisogna realizzare una giusta stratificazione, alternando gli scarti più umidi e azotati con quelli più asciutti e carboniosi che garantiscono una buona porosità e il corretto apporto di ossigeno al cumulo.

Il materiale organico deve essere poi periodicamente rivoltato affinché si ossigeni e mescoli al meglio. La prima volta dovrà essere rivoltato dopo due o tre settimane e in seguito ogni 2-5 mesi. Nel caso del cumulo potrai eseguire l’operazione semplicemente con un forcone, mentre per la compostiera dovrai svuotarla all’aperto, mescolarla e reintrodurla nuovamente nella campana.

Per controllare se il compost si sta formando in maniera corretta potrai verificarne la consistenza con il metodo del pugno: basta stringere un po’ di terriccio nella mano e verificare quanta acqua esce. Se gronderà acqua sarà troppo umido, se invece non rilascerà acqua sarà troppo secco. Nel primo caso interverrai aggiungendo del materiale secco, mentre nel secondo sarà utile bagnare il compost.

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