kokedama

La parola è inequivocabilmente giapponese e, come tutto ciò che arriva dal Paese del Sol Levante, desta particolare interesse. I Kokedama sono già un trend amatissimo nel mono del giardinaggio d’interni, perché arredano casa dalla prima all’ultima foglia. Non è poi così difficile realizzarli perché non sono richiesti particolari skill, se non un po’ di manualità. La kokedama mania è già esplosa, non farti trovare impreparato. Se vuoi scoprire cosa sono e come si realizzano, leggi questa preziosa guida e fai tuoi i rudimenti di quest’antica tecnica di coltivazione.

Cosa sono i kokedama?

Per scoprire cos’è un kokedama partiamo prima di tutto dal significato della parola, la cui traduzione letterale è “palla di muschio”. A vederli sembrerebbero dei bellissimi mini bonsai che, però, hanno la particolarità di vivere e prosperare senza la presenza di un vaso. I kokedama sono bonsai volanti che trovano tutto ciò che serve loro per crescere all’interno di una particolare pallina realizzata con terriccio, argilla e muschio, perfetta per ospitare radici e nutrimento.

Siamo di fronte a una tecnica di coltivazione molto particolare che, pur sembrando innovativa e moderna,  ha in realtà una storia molto antica alle spalle: l’idea di coltivare piante ornamentali senza vaso, infatti, nasce nel Giappone del 1600.

I kokedama raccolgono tre diversi stili di coltivazione per creare qualcosa di totalmente diverso: si tratta infatti dell’unione dei Nearai (le piante senza vaso), dei bonsai (che noi tutti conosciamo) e dei Kusamono (composizioni di erbe e fiori spesso chiamate bonsai erbacei).

Oggi i Kokedama sono molto popolari nei giardini giapponesi e hanno tutte le carte in regola per essere adorati anche qui da noi. Mettiamoci subito all’opera per scoprire come realizzarli a casa.

Kokedama fai da te: come realizzarli

Partiamo subito dal presupposto che i kokedama sono alla portata di tutti: non è difficile realizzarli e, anzi, potrà cimentarsi nell’impresa anche chi pensa di non avere il classico pollice verde. Ecco cosa ti servirà per un kokedama fai da te:

  • Muschio
  • Terriccio acido e fango realizzato con la torba (ketotsuchi)
  • Argilla espansa (akadama)
  • Acqua fredda in una bacinella
  • Spago o reticella di plastica
  • Forbici
  • Nylon
  • Una piantina (piccola) di tuo gusto

Il procedimento è davvero molto semplice e te lo illustriamo qui sotto.

  1. Prepara il terreno che ospiterà la pianta mischiando cinque parti di terriccio e una parte di argilla espansa
  2. Forma una sfera dalla forma il più possibile regolare, grande quanto un’arancia
  3. Inserisci delicatamente le radici della piantina acquistata
  4. Ricopri la sfera col muschio e avvolgi il tutto col lo spago o la reticella
  5. Usa i fili di nylon se desideri appendere il kokedama al soffitto
  6. Una volta pronto, immergi per due ore il kokedama nella bacinella d’acqua
  7. Lascia sgocciolare l’acqua in eccesso prima di esporlo o appenderlo

Ricorda che il kokedama può essere una pianta pensile ma fa un’ottima figura anche quando viene appoggiato su un piattino o un vassoietto di design.

Le piante più adatte

Scegliere le giuste piante per i kokedama significa optare per quelle che sicuramente vivranno a lungo (e bene) anche senza la presenza di un vaso. La scelta deve prima di tutto ricadere su esemplari di piantine giovani e non troppo grandi, che potranno quindi ambientarsi e radicarsi al meglio nella pallina di terriccio.

Qui di seguito alcuni esempi da cui potrai prendere spunto.

  1. Piante “a cascata”

    per un effetto super scenografico, l’edera, le felci e il pothos sono perfetti perché creeranno meravigliose cascate di foglie.

  2. Piante ornamentali

    l’effetto sarà splendido, soprattutto se utilizzerai le specie vegetali che regalano fiori, come i gerani, le primule e le gettonatissime orchidee.

  3. Erbe aromatiche

    profumatissime, sono perfette per vivere all’interno di una palla fi muschio. Scegli piante come il timo, la lavanda o la salvia per ottenere sfere particolarmente rigogliose.

  4. Piante nane da frutto

    dal chinotto al mandarino cinese e fino al calamondino, queste piccole piantine saranno bellissime quando esposte in un kokedama.

  5. Piante grasse e succulente

    dall’aloe vera all’echeveria, necessitano di poche cure e sono adatte anche a chi teme di non avere il pollice verde.

Esposizione e irrigazione

Come si cura un kokedama? Non è così difficile come sembra, anche perché la classica manutenzione non differisce poi così tanto dalle classiche piante in vaso. Ma, proprio come avviene per le piante radicate in vasi e vasetti, è opportuno tenere conto delle peculiarità della specie vegetale ospitata al fine di farla vivere bene e a lungo.

L’unica accortezza riguarda la posizione dei kokedama che, nonostante debbano sostare in una zona luminosa della casa, sarebbe bene che non vengano colpiti direttamente dalla luce del sole.  Quanto all’irrigazione, in assenza di vaso sarà opportuno vaporizzare piante e fiori con un semplice spruzzino. La frequenza, ovviamente, dipende dalla tipologia della pianta: se un cactus può essere bagnato una volta al mese, altri tipi di vegetali necessitano di annaffiature più ravvicinate.

Gli indispensabili per prenderti cura delle tue piante:

Se cerchi altre idee per abbellire la tua casa con fiori e piante, dai un’occhiata alla nostra sezione “Giardino e tempo libero“: è ricca di consigli perfetti anche per chi pensa di non avere il pollice verde!

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