Skincare giapponese

Compatta, luminosa, levigata e priva di imperfezioni: è la pelle delle donne orientali, pura come un fiore di loto. La genetica aiuta, ma non è l’unica spiegazione: questa freschezza, infatti, è merito di precisi rituali volti a nutrire, uniformare e rigenerare la cute. I cosmetici all inclusive lasciano posto a un insieme di gesti attenti e rigorosi, secondo i dettami della tradizione orientale. Vediamo cosa differenzia la skincare giapponese – la cosiddetta J-Beauty – da quella coreana e come riprodurre questa routine a casa.

Le caratteristiche della J-beauty

Le donne giapponesi tengono molto all’estetica. Il loro stile è un punto di riferimento per chi ama il look minimalista, raffinato e non privo di originalità. Il Sol Levante detta legge anche in fatto di cosmetica: la skincare giapponese, infatti, è fra le tendenze più in voga del momento insieme ai rituali di bellezza coreani. È un trend che privilegia la naturalezza e la semplicità. Il punto d’arrivo è una bellezza pura, priva di artifici, apparentemente spontanea anche quando la cosmesi ci mette lo zampino.

La cosiddetta J-Beauty è frutto di antiche tradizioni e di abitudini tramandate di generazione in generazione. Fra queste, un tempo, c’era l’usanza di raccogliere l’acqua di rugiada per detergere e tonificare il viso. Oggi l’approccio alla cura del viso è molto diverso e basato su prodotti cosmetici all’avanguardia, con formulazioni innovative. La skincare, tuttavia, continua a privilegiare gli ingredienti naturali della tradizione, come l’olio di camelia, il tè verde e il riso. Che prodotti prevede, più in concreto, la routine di bellezza di giapponese?

Gli step essenziali della skincare giapponese

Il rituale di bellezza giapponese è basato sul layering: la J-Beauty, in altre parole, prevede un trattamento a “strati” incentrato sull’uso di cosmetici specifici. Un po’ come avviene per la skincare corena: la buona notizia è che, in questo caso, il rituale è più “minimal” e si può riassumere in 5 step.

1. Detersione

La bellezza fisica, secondo la filosofia giapponese, è l’altra faccia del benessere: è, in altre parole, frutto di una perfetta armonia secondo un approccio di tipo olistico. Per quanto riguarda la pelle, salute fa rima anzitutto con pulizia: da qui l’esigenza di curare al massimo la detersione cutanea – mattina e sera – per rimuovere ogni impurità e traccia di trucco residua.

2. Tonico

I pori dilatati non vanno d’accordo con la skincare giapponese: la superficie cutanea deve risultare compatta e levigata e in questo senso il tonico è di grande aiuto. Per energizzare la pelle e renderla più luminosa puoi applicare un’essenza idratante, utile per preparare la pelle all’azione del siero.

3. Siero

È la chiave di volta della beauty routine. Il prodotto deve risultare il più possible mirato in base all’età, alle caratteristiche e alle esigenze della pelle: può trattarsi di un siero energizzante – con ingredienti che migliorano le difese cutanee contro le aggressioni esterne e lo stress – o di un cosmetico ad azione specifica antirughe o antimacchia.

4. Crema viso

Una volta che la pelle avrà assorbito i nutrienti del siero arriva il momento di applicare la crema idatante. Ti consigliamo di privilegiare una formulazione leggera, per non affaticare la pelle, e di picchiettarla con gesti molto “soft”. Se vuoi intervenire in maniera localizzata puoi ricorrere a un prodotto specifico per il contorno occhi.

5. Protezione solare

Schermare la pelle dai raggi solari è fondamentale per le donne giapponesi, fermamente intenzionate a prevenire il photoaging (a costo di andare a spasso armate di ombrellino parasole). Non hanno tutti i torti: la fotoesposizione, come noto, è tra i principali fattori dell’invecchiamento cutaneo e un buon prodotto anti UV non può mancare prima di uscire di casa.

E infine…

Per completare il rituale puoi aggiungere alla routine settimanale una maschera viso ad azione mirata, da applicare ogni 2 o 3 giorni. All’occorrenza puoi eseguire anche un massaggio con l’olio, per ammorbidire e addolcire la pelle, e uno scrub delicato per esfoliare la cute e favorire il ricambio cellulare.

Le differenze tra skincare giapponese e skincare coreana

La skincare giapponese potrebbe sembrare una variazione del rituale di bellezza coreano. In realtà, si differenzia soprattutto per un aspetto: la grande attenzione dedicata all’aspetto della prevenzione. L’obiettivo, infatti, è ritardare l’invecchiamento cutaneo attraverso l’uso di sostanze antiossidanti e prodotti antiage, senza dimenticare i filtri solari che aiutano a prevenire i danni da fotoesposizione.

Dal punto di vista strettamente estetico, la skincare giapponese aspira a raggiungere l’effetto “mochi skin”. Ovvero, una pelle soffice e liscia (un po’ come si presentano gli omonimi dolcetti nipponici preparati con pasta di riso). Possiamo considerarla la versione “opaca” della glass skin, la “pelle di vetro” coreana: la cute deve risultare sì luminosa ed elastica, ma non lucida. Non dimenticare, infine, che il rituale giapponese prevede il “digiuno della pelle”! Una sorta di riposo per l’epidermide che, un giorno a settimana, deve essere lasciata libera di rigenerarsi.

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Prendersi cura della propria pelle è molto importante! Se sei in cerca di altri consigli di bellezza, scopri la nostra sezione dedicata al “Beauty“.

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