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le corbusier architettura

“L’uomo abita male, questa è la ragione vera e profonda dei rivolgimenti attuali”. Con questa frase diretta e provocatoria Le Corbusier ci fa capire quanto sia importante vivere in un luogo accogliente e confortevole. Non è importante prestare attenzione solo alla struttura, ma anche alla forma e alla sostanza dell’ambiente in cui viviamo, con lo scopo di rendere le nostre case, e il mondo in generale, un posto migliore. In questo articolo parliamo di una delle personalità più influenti del XX secolo, cercando ispirazione nel suo percorso di architetto, designer e urbanista.

Immagina questa scena: rientri a casa dopo una giornata di lavoro mediamente stressante. Ti chiudi l porta alle spalle, appoggi le chiavi di casa e ti immergi, finalmente, nel tuo mondo. Un mondo fatto prima di tutto di mobili, come quella poltrona dove ti concedi un buon bicchiere di vino, o il divano che ti accoglie a braccia aperte per una serata di relax. I mobili non sono solo oggetti, ma trasmettono un senso di calore ed equilibrio, elementi necessari per farti sentire davvero a casa.

La tua casa parla di te, per questo l’arredo non può essere lasciato al caso. È il tuo biglietto da visita quando qualcuno ti viene a trovare ed è il tuo modo per rigenerarti. Classico o moderno, l’arredamento deve comunque rispettare delle regole di base, molte delle queli sono state teorizzate dal celebre architetto francese. Andiamo a scoprire chi era Le Corbusier e cosa ha a che fare con la tua casa.

Charles-Édouard Jeanneret-Gris: in arte Le Corbusier

Tutti hanno sentito nominare questo famosissimo architetto che ha segnato la storia del XX secolo. Insieme a Ludwig Mies van der Rohe, Frank Lloyd Wright, Walter Gropius e Alvar Aalto viene considerato il maestro del Movimento Moderno.

Le Corbusier fu anche urbanista, designer e pittore, e teorizzò lo stile di arredo che ancora oggi porta il suo nome. Nel corso della sua carriera ha progettato edifici in tutto il mondo, esprimendo due concetti fondamentali: armonia ed equilibrio. Gli stessi che potresti trasportare in casa tua scegliendo la linea d’arredo nata dalla sua mente.

Le Corbusier progettò infatti un vero e proprio sistema di mobili, grazie all’aiuto del cugino Pierre e di Charlotte Perriand. Il suo stile era inconfondibile, e non a caso si diffuse in tutto il mondo. La chiamavano estetica razionalista, dal tocco universale e applicabile ad ogni ambiente. Questa infatti è la sua caratteristica distintiva. Fin dalla fine degli anni ’20 progettò dei mobili che coniugavano lo stile alla funzionalità. Che è poi quello a cui tutti aspiriamo in casa nostra.

Immagina quanto sarebbe scomodo sedere su un mobile avveniristico ma impraticabile, o, al contrario, quanto sarebbe deprimente vedere ogni giorno un mobile comodo ma del tutto privo di armonia. Linee semplici e funzionali, ma nello stesso tempo eleganti: questo era il segreto dello stile firmato Le Corbusier, che oggi può essere il tuo.

Non semplici mobili ma un vero equipaggiamento

Così il maestro chiamava i mobili, equipaggiamento. Cosa significa? Significa che una casa, per essere completa e funzionale, ha bisogno di un vero e proprio insieme di strumenti. Le Corbusier non amava il termine ‘mobili’, al quale associava qualcosa di sciatto e sterile. Ecco perché chi sceglie la linea di arredo ispirata al genio di Le Corbusier porta in casa anche il suo spirito, nascosto all’interno di ogni fibra dei mobili. O meglio, dell’equipaggiamento.

Gli arredi in questione erano fatti innanzitutto di metallo e non più di legno. Erano prodotti su scala industriale, quindi con dei prezzi accessibili senza però sacrificare la qualità. Non ingombravano ma riempivano, non soffocavano ma esprimevano, e si adattano ancora oggi alla casa, non viceversa. Le Corbusier descriveva i mobili come una ”estensione delle nostre membra e adattati alle funzioni umane”. Come dargli torto?

5 pilastri rivoluzionari

Le Corbusier non si dedicò solo ai mobili. Non dimentichiamo, infatti, che nasce prima di tutto come architetto. L’innovazione nel design si applica, per il maestro, a tutti gli spazi fruibili dall’uomo, dunque anche all’esterno.

Nel 1923 pubblicò un testo cardine, Verso una architettura, in cui esprime le sue idee rivoluzionarie sull’architettura moderna, facendo riferimento in particolare all’uso del cemento armato.

Ecco i 5 pilastri di Le Corbusier:

  1. i pilotis, pilastri o palafitte che sorreggono un edificio e lo isolano dal terreno.
  2. il toit terrasse, il tetto a terrazza con giardino e piscina, come spesso capita di vedere anche nelle abitazioni contemporanee.
  3. il plan libre, cioè la pianta dell’edificio libera che permette di creare un ambiente flessibile e non vincolato ai mui portanti.
  4. la façade libre, la facciata libera, senza schemi prestabiliti.
  5. la fenêtre en longueur (finestra a nastro), che taglia la facciata della casa in lunghezza occupando una superficie più ampia, rendendo l’interno estremamente luminoso.

Il Modulor

Un altro principio fondamentale su cui si basa il lavoro di Le Corbusier è il Modulor: una scala di grandezze che fa riferimento alle misure del corpo umano, basandosi sulla sezione aurea e sulla successione di Fibonacci.

L’idea alla base di questo principio è molto semplice: l’ambiente che ci circonda e gli oggetti che lo popolano devono adattarsi alla figura umana. Solo così è possibile concepire un ambiente che sia veramente a misura d’uomo.

Secondo Le Corbusier queste misure dovrebbero essere utilizzate da architetti e designer non solo per costruire spazi ed edifici, ma anche gli oggetti di tutti i giorni.

Ancora oggi, in molte case e in molti uffici, sono presenti mobili ispirati a Le Corbusier. Moltissime aziende infatti utilizzano ancora le sue idee per sviluppare mobili che siano comodi, funzionali ma allo stesso tempo esteticamente piacevoli. Basti pensare alla celeberrima Chaise Longue a regolazione continua, che unisce la comodità all’ergonomia.

Il maestro progettava mobili diversi a seconda che ad usarli fosse un uomo o una donna, e questo dimostra quanta conoscenza avesse anche dell’anatomia umana. I suoi progetti si ispiravano agli studi di Leonardo Da Vinci, e com’è facile immaginare, dall’unione di questi due geni non potevano che nascere delle innovazioni.

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