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lampada artemide

Eco non ego, Ecotecture: la produzione di Matteo Thun ruota intorno a slogan e concetti che richiamano la sostenibilità. Che si tratti di un’iconica tazzina da caffè o di uno stabilimento termale, questo architetto altoatesino usa tutti i mezzi a sua disposizione per arrivare all’essenza del design, senza sprechi. Oggi ti raccontiamo il suo percorso.

Chi è Matteo Thun

Nato nel 1952 a Bolzano, Matteo Thun è figlio della famosa contessa Thun, creatrice degli ancor più famosi angioletti. Dopo aver studiato architettura, nel 1981 fonda con il designer Ettore Sottsass il leggendario Gruppo Memphis. Nel 1984, invece, fonda il suo studio personale, dove inizia a sviluppare progetti per architetture ecosostenibili all’avanguardia in Europa. Nella sua carriera ha progettato abitazioni private, centri termali, ospedali, hotel e oggetti di design sempre con una spiccata tendenza green.

È stato direttore creativo di Swatch dal 1990 al 1993 e nel 2001 ha fondato la Matteo Thun & Partners, di cui dal 2003 è partner Antonio Rodriguez, designer spagnolo con cui ha firmato diversi progetti. Nel 2004 viene inserito nella Interior Hall of Fame di New York. Collabora con brand internazionali come Artemide, Flos, Illy, Philips, Missoni, Porsche Design, Coca Cola, Villerory & Boch, Lavazza, Campari.

Eco non ego: creatività sostenibile

L’architettura di Matteo Thun racconta il bisogno, e l’urgenza, di riconnettersi con l’ambiente e tutelare il pianeta. Uno dei suoi motti è proprio “Eco non ego” e il risparmio di risorse è al centro della sua progettazione.

Il designer ha anche coniato un termine, Ecotecture, che rappresenta il suo pensiero. È la crasi tra ecologia, architettura ed economia, e ha il significato di “estetica dell’economia” come ricerca dell’essenziale, abbattendo il fabbisogno energetico delle architetture.

Progetti a basso consumo che sono prima di tutto il risultato dello studio dell’ambiente dove dovranno essere costruiti, valutandone il microclima e le esigenze energetiche. Non solo, questo principio diventa guida anche nella scelta dei materiali, con una particolare predilezione per il legno e la pietra che, dove possibile, sono a chilometro zero, perché reperiti a livello locale.

Ti interessano le tematiche ambientali? Nella sezione “Sostenibilità” abbiamo raccolto una serie di articoli su design sostenibile e buone abitudini quotidiane per preservare il nostro pianeta.

Architetture e collaborazioni

Dalla fondazione del gruppo Memphis in poi, Thun ha sempre amato le collaborazioni, e numerose sue architetture portano la sua firma accanto a quella di altri architetti. Vediamo insieme sei progetti tra i più famosi.

Hugo Boss Industries, a Coldrerio, in Svizzera (2005 – 2006)

La sede del brand di moda è una costruzione ibrida, di acciaio e legno, e la sua particolarità è la facciata composta di tralicci in legno, che formano delle losanghe: un omaggio alla trama del tessile, e allo stesso tempo una protezione contro le intemperie e il caldo del sole.

La struttura esterna sorregge le pareti della costruzione, tutte a vetri, che permettono di godere del paesaggio. Il perimetro esterno è circondato da una balconata: da qualunque punto ci si affacci all’esterno, si possono ammirare i giardini circostanti.

Gli interni sono disegnati da linee pulite e funzionali; il pavimento al piano terra è in resina grigio scuro, i muri sono di legno, e l’atmosfera è calda e confortevole.

Headquarters di Davines, a Parma (2014 -2018)

La fabbrica e quartier generale del brand italiano di cosmetica Davines è stata definita “La casa della bellezza sostenibile”, ed è stata progettata da Matteo Thun insieme a Luca Colombo. Il Davines Village si trova alle porte di Parma, ed è una reinterpretazione di forme rurali tradizionali.

I due architetti hanno creato un vero e proprio villaggio nel verde, posto in un’area di circa 80mila metri quadrati: un complesso di costruzioni a due piani che seguono l’archetipo della casa con tetto a doppia falda.
Ospitano uffici, laboratori, spazi di co-working, aule didattiche, e pongono al centro i valori del brand: la sostenibilità e la bellezza.

Anche qui, come in altri progetti di Thun, ogni parte del complesso ha un affaccio visivo sul verde: l’idea era quella di regalare a ogni postazione di lavoro una vista sull’esterno. Gli elementi in muratura sono stati per questo ridotti al minimo, per permettere un’immersione totale negli oltre 30mila metri quadri di verde.

Strutture wellness in Svizzera e Germania

In Svizzera e in Germania, lo studio Thun ha creato architetture innovative per l’healthcare, immerse in una natura incontaminata, che rispettano il paradigma del chilometro zero, zero CO2, zero rifiuti. Le strutture sono due: The Waldhotel Health & Medical Excellence sul lago di Lucerna, in Svizzera, e The Hospital Campus e Rehab a Eisenberg in Turingia, in Germania, entrambe caratterizzate dalle rilassanti facciate di legno, e dall’uso di materiali high-tech e colorati per le camere, per garantire agli ospiti il comfort di un hotel.

Sono progetti in cui l’architettura è al servizio della cura anche quelli a Bad Wiessee, un piccolo comune della Baviera affacciato sul lago di Tegernsee, dove lo studio Thun ha progettato, oltre a un hotel con Spa, i bagni termali pubblici.

Matteo Thun designer

Anche quando affronta il design di prodotto, Matteo Thun è sempre alla ricerca della semplificazione, utilizza materiali naturali, colori caldi e tecnologie all’avanguardia. I suoi oggetti fondono un’estetica minimal con la pura funzionalità e mirano a essere durevoli nel tempo, non seguendo le tendenze imposte dal design.

La collezione di lampade “Choose” per Artemide

Questa famiglia di lampade disegnata da Matteo Thun e Antonio Rodriguez è concepita come l’evoluzione della tradizionale abat-jour. Sono caratterizzate da un cappello decorativo che può essere scelto in diversi materiali e colori. Di questa collezione dice: “keep the bones, change the dress!”, un altro principio che ricorda il riutilizzo e che va contro lo spreco.

La tazzina da caffè Illy

Illy voleva una tazzina che conservasse il calore del caffè mantenendo un profilo riconoscibile, e Matteo Thun ha realizzato un oggetto che ormai è un’icona. Ha disegnato il manico ispirandosi all’armonia essenziale del cerchio, progettando quella che, a tutti gli effetti, è la tazzina da caffè più copiata al mondo.

Le bottiglie “Il silenzio dei colori” per Venini

Queste bottiglie per la storica vetreria di Murano sono un omaggio a Giorgio Morandi, e allo stesso tempo ai mastri vetrai veneti. La superficie esterna è lavorata a freddo, per renderla ruvida, creando un profilo che sembra quasi sfocato, e i colori ne risultano desaturati.

Designer di oggi e nomi storici che hanno segnato un’epoca: puoi leggere tutte le loro storie nella sezione dedicata che trovi qui: Designer.

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