Stazione Mediopadana

Architetto-ingegnere spagnolo dal talento eclettico, Santiago Calatrava spazia dalla scultura al disegno alla pittura ed è di sicuro una delle archistar più controverse del panorama contemporaneo. La sua visione dell’arte coniuga sapere tecnico a una visione “organica”, che richiama forme e suggestioni naturali. Scopriamo chi è questo designer e quali opere lo hanno reso famoso.

Chi è Santiago Calatrava

Difficile inquadrare Santiago Calatrava in un’unica definizione. Nato a Benimámet, a nord di Valencia, nel 1951, ha frequentato la Scuola di Architettura e si è laureato per la seconda volta in ingegneria al Politecnico di Zurigo. Nel 1981 apre il primo studio di architettura e ingegneria a Zurigo, seguito da quelli di Parigi (1989) e Valencia (1991).

I suoi studi e la sua convinzione che l’architettura sia un insieme di più discipline, dalla scultura alla pittura, alla ceramica e al disegno, lo hanno portato a creare opere che testimoniano un’interdisciplinarità e una continua ricerca di nuovi modelli espressivi.

Nella sua carriera ha realizzato moltissime infrastrutture, tra cui ponti, stazioni, viadotti, caratterizzati da uno stile definito “organico”, che s’ispira alla natura.

Qualche esempio della sua ricchissima carriera? La sua produzione va dal Ponte Bac de Roda a Barcellona (1987) al Ponte San Francesco di Paola a Cosenza (2018), il più grande ponte strallato d’Europa; dalla Stazione di Lyon-Saint-Exupéry TGV a Lione (1994) alla Stazione dell’Alta Velocità Mediopadana di Reggio Emilia (2014); dall’auditorium di Tenerife (2003) al complesso per i giochi olimpici di Atene (2004).

Auditorium di Tenerife

5 opere famose di Santiago Calatrava

Difficile limitarsi a cinque realizzazioni per raccontare in maniera esaustiva il genio di Calatrava, ma se vuoi capire la poetica di questo architetto, non puoi non conoscere queste opere!

1. Città dell’Arte e della Scienza, Valencia

Questa città dedicata alle Arti, alla Scienza e alla Natura, che si sviluppa dove un tempo scorreva il fiume Turia, è un complesso architettonico che ha del tutto ridisegnato il profilo della città. La struttura si estende per circa 35mila metri quadri ed è divisa in sei aree, composte da più edifici in armonia tra loro per forme, colori e materiali. Le sei aree sono:

Palazzo delle Arti Reina Sofia

In questo palazzo si trova il teatro dell’opera di Valencia, in cui si svolgono tutti gli eventi artistici e culturali della città. Ha la forma di una nave che solca il mare fino ad arrivare al fiume. Il Palazzo è alto più di 75 metri e occupa una superficie di 40.000 mq e al suo interno ci sono 4 teatri.

Umbracle

È una passeggiata panoramica di più di 300 metri, di granito, legno e acciaio, che corre lungo tutta la città della Scienza: uno spazio proiettato verso il futuro e le nuove scoperte scientifiche.

L’Umbracle riprende, in modo moderno e tecnologico, la tradizione europea del Giardino d’Inverno: gli archi sono ricoperti di piante rampicanti, il pavimento è decorato con Tek, un legno tropicale, e lungo il percorso sono stati piantate moltissime specie floreali, palme e alberi da frutto da tutto il mondo. È pensato anche come galleria a cielo aperto, infatti, nei giardini sono esposte sei sculture di artisti contemporanei, tra cui Yoko Ono.

L’Emisfero

L’Emisfero è una struttura di 13mila metri quadri che ospita un planetario, e la cupola centrale è dedicata a proiezioni di film e documentari. È stato progettato come la metà di un occhio che diventa intero riflettendosi nell’acqua.

Museo della scienza e della tecnica Principe Felipe

Il museo più grande di tutta la Spagna occupa una superficie di 42mila metri quadri e ricorda lo scheletro di un animale gigantesco. Entrambi i lati del palazzo sono ricoperti da vetri che filtrano e regolano la luce e lo spazio interno è diviso in tre aree principali, ognuna dedicata a un ambito della scienza.

Oceanografico e Agorà

L’Oceanografico uno dei più grandi parchi naturali d’Europa in cui ammirare alcuni dei più importanti ecosistemi marini del pianeta. L’Agorà, invece, è l’ultimo edificio costruito nella Città delle Arti e delle Scienze ed è una grande piazza polivalente coperta, a pianta ellittica.

2. Oculus del World Trade Center, New York

L’Oculus è la stazione del World Trade Center, il terzo polo del trasporto pubblico di New York, ed è caratterizzata da una volta in vetro che esce dal terreno e si apre verso il cielo, a simboleggiare una colomba che spicca il volo. Al suo interno c’è un’enorme sala luminosa con il pavimento in marmo bianco.

Sui bordi di marmo della struttura sono incisi i nomi di chi morì durante l’attacco alle Torri Gemelle, e la colomba simboleggia la rinascita e la speranza nel futuro.

Dall’interno si vede l’One Trade Center, la grande torre simbolo della ricostruzione.

3. Padiglione Quadracci del Milwaukee Art Museum

Qui l’architetto ha creato un padiglione che è stato innestato a due strutture precedenti, il War Memorial Center, realizzato negli Anni Cinquanta, e il Kahler Building, costruito nel ’75. Rappresenta una composizione musicale tridimensionale, con una sorta di partitura oscillante, e la forma ricorda quella di un capodoglio.

Il padiglione copre un’area espositiva di oltre 10mila metri quadri e la sua particolarità sta nello schermo mobile, posto in cima alla struttura, che durante il giorno può aprirsi fino a un’ampiezza di 66 metri, per poi chiudersi di notte o in caso di brutto tempo.

4. Auditorium Adán Martin, Tenerife

È la prima struttura pubblica che Calatrava ha realizzato dopo l’espansione del Milwaukee Art Museum.

L’Auditorium si trova sul lungomare di Tenerife, su una superficie di 24mila metri quadri: al suo interno, una sala da 1700 posti con tre piattaforme indipendenti, una sala per musica da camera e una sala per convegni e mostre.

Lo spazio esterno è organizzato in giardini e piazze ed è diviso in tre spazi: l’Ala, la struttura che copre l’Auditorium, la Noce, il corpo principale, e le Vele, i rivestimenti esterni.

5. Museo del Domani, Rio de Janeiro

Santiago Calatrava ha progettato questo museo ispirandosi alla cultura carioca brasiliana, studiandolo un rapporto di scambio e integrazione tra città e ambiente naturale.

L’edificio si innalza a quasi 20 metri dal livello del molo, rispettando perfettamente con i monumenti storici vicini. Il piano superiore ha da un soffitto alto più di 10 metri e la struttura affaccia sulla baia di Guanabara.

Il tetto a sbalzo e la facciata corrono lungo tutta la lunghezza del molo. Una vasca d’acqua circonda il museo, dando l’impressione che l’edificio galleggi sull’acqua, come una nave sul mare. Il Museo, insieme ai suoi giardini, fa parte di un progetto di sviluppo urbano che la città ha realizzato per la candidatura alle Olimpiadi del 2016. 

Ti incuriosiscono le vite dei grandi maestri del passato e del presente? Curiosa nella sezione “Designer” e scopri quali sono le loro opere più famose!

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