Soggiorno di design in un appartamento in un vecchio edificio con un divano beige e due sedie con trama viennese

“Credo che l’architettura e il design siano sempre reali. In caso contrario, si tratta di qualcos’altro, un diverso tipo di lavoro.” Quando lo chiamavano artista, Vico Magistretti si arrabbiava. Originale, brillante, innovativo, intuitivo, controcorrente, di fatto era molto più di un architetto. Figura eclettica del design italiano, ripercorriamo la sua vita e il suo lavoro attraverso la sua storia personale e le sue opere più note e iconiche, che ancora oggi rappresentano la vetta della creatività Made in Italy.

Vico Magistretti: storia di un’icona

Nato a Milano il 6 Ottobre 1920, Vico Magistretti apparteneva a una rinomata famiglia di architetti. Suo padre, Pier Giulio Magistretti, aveva collaborato alla progettazione dell’Arengario di Piazza Duomo e il suo bisavolo, Gaetano Besia, si era occupato della costruzione del Reale Collegio delle Fanciulle Nobili a Milano. La passione di Vico Magistretti per l’architettura prese dunque vita sin da subito.

Dopo la laurea in Architettura, Magistretti iniziò a lavorare presso l’ufficio di suo padre e i due contribuirono in maniera decisiva a formare la Milano in rapida espansione che conosciamo ancora oggi, a quel tempo ferita dalla guerra. Dopo la morte del padre, negli anni Cinquanta ottenne un grande successo insieme al socio Mario Tedeschi, focalizzandosi sull’architettura residenziale e pubblica, fondata sull’elogio della semplicità.

Ormai conosciuto e celebrato in tutto il mondo, grazie ai progetti architettonici e agli oggetti di design, nel 1980 Vico Magistretti fu chiamato a insegnare presso il Royal College of Art di Londra, del quale divenne membro onorario dal 1983. Morì a Milano nel 2006, all’età di 85 anni, dopo una vita dedicata all’innovazione e alla creatività.

Lo stile di Vico Magistretti

Fortemente influenzato dal suo lavoro di architetto, Vico Magistretti prestò sempre grande attenzione alle innovazioni e alle nuove tecnologie, realizzando edifici innovativi e oggetti unici.

Il vero design, secondo l’architetto milanese, doveva basarsi su concezioni reali e concrete, senza l’ossessiva rincorsa alle mode effimere. Così come l’architettura, doveva rispondere ad attente analisi e studi approfonditi, non alle tendenze dell’epoca.

Lo stile di Magistretti è sempre partito dagli aspetti più classici e tradizionali, per rimodellarli e plasmare un progetto inedito. Forte di idee rivoluzionarie, trasferì questi pilastri fondativi su mobili, lampade ed edifici, creando dei progetti capaci di cambiare la storia.

Architettura: i progetti simbolo

Oltre agli interventi di ricostruzione del Dopoguerra, Vico Magistretti si fece notare grazie a una nuova visione di architettura, più moderna e funzionale. Sperimentò e diede libero sfogo alla sua creatività, immaginando e realizzando opere intuitive che incontrarono il gusto della tradizione, ma con una rivisitazione attuale. Divenne così una delle più importanti figure all’interno del panorama italiano dell’architettura. Tra le opere simbolo, ricordiamo le più importanti:

  • Chiesa di Santa Maria Nascente 
  • Torre al Parco in via Revere
  • Sede del Dipartimento di Biologia dell’Università Statale

Design: gli oggetti che hanno fatto storia

“Design è guardare gli oggetti di tutti i giorni con occhio curioso”, raccontò Vico Magistretti, a proposito della sua attività di designer. Il suo estro gli valse premi prestigiosi, come la medaglia d’oro della Society of Industrial Artists and Designers nel 1986 e il Compasso d’Oro dell’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, di cui fu co-fondatore e sostenitore per tutta la sua vita.

Progettò oltre 60 prodotti per rinomati e conosciuti produttori, come per esempio Cassina, Oluce, Flou, Kartell, Schiffini, Artemide, Knoll International, B&B Italia e Rosenthal. Fu apprezzato e stimato all’estero proprio in virtù della sua capacità di unire in modo armonioso la bellezza delle forme geometriche e la tipica eleganza del design italiano.

Oggi possiamo ammirare le sedie, le lampade di Vico Magistretti e molto altro ancora persino al MoMa di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra e al Museum die Neue Sammlung di Monaco di Baviera.

Oppure possiamo comprarne una e guardarla tutti i giorni proprio nella nostra casa! Noi di Westwing selezioniamo le eccellenze del design italiano: iscriviti gratuitamente e non perdere l’occasione di avere un pezzo iconico in casa tua!

Ecco alcune delle creazioni di Magistretti che hanno fatto la storia del design.

La sedia Mod

Uno dei capolavori più famosi di Vico Magistretti è la sedia Mod, progettata nel 1963. Questa tipologia di sedia viene prodotta e commercializzata ancora oggi da Cassina, azienda leader dell’arredamento contemporaneo. La sedia Mod, grazie alla sua cornice in legno con rivestimento in pelle, è un pezzo unico e senza tempo.

Le lampade di Vico Magistretti

La sua lampada Eclisse del 1979, realizzata per Artemide, è sicuramente la più celebre. Grazie a un coperchio mobile, può brillare di luce diretta o diffusa, a seconda della tipologia di illuminazione che preferirai. La lampada Chimera, sempre per Artemide, fu progettata nel 1969 e ancora oggi spicca per la sua eleganza e leggerezza, che donano un tocco di mistero e fascino. Vico Magistretti creò anche una serie di lampade da terra per uno dei più antichi studi di design in Italia, Oluce.

Poltrona Carimate per Cassina

La poltrona Carimate realizzata nel 1959 per Cassina stabilì la fama di Magistretti come designer d’interni. La combinazione di tessuto in paglia e forme eleganti è, infatti, un pezzo di design che ancora oggi affascina addetti ai lavori e appassionati.

Sedia Selene per Heller

La sedia Selene, realizzata nel 1969 per Heller, si distingue per l’interessante design e per la comodità e la funzionalità, prerogative necessarie e importanti per tutti gli elementi di design realizzati da Magistretti.

banner tendenze