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tendenze casa post pandemia

La recente pandemia e le restrizioni che ha comportato ci hanno cambiati profondamente. Non hanno modificato solo la nostra percezione del corpo, della comunità, delle responsabilità individuali, ma anche il nostro modo di abitare. In questo trend report scopriremo quali saranno le nuove tendenze per la casa post pandemia nel mondo Home & Living. Alcune, forse, ti sembreranno familiari, altre magari potranno ispirarti per i cambiamenti futuri.

Negli ultimi mesi sono emerse nuove esigenze che non ci saremmo mai immaginati. La casa è diventata il centro di tutto, una palestra ma anche un ufficio, e abbiamo dovuto cambiare velocemente le nostre abitudini e la disposizione degli ambienti. Non potendo andare al ristorante, ci siamo scoperti cuochi, non potendo andare a correre al parco, il terrazzo di casa si è trasformato nel nostro unico sfogo esterno.

Il lockdown ci ha costretti a passare molto tempo a casa. Questo ci ha dato l’occasione di accorgerci di cosa più ci mancava nel vivere quotidiano: uno spazio verde (che sia in balcone o indoor), lo spazio giusto per lavorare in casa, quello per passare del tempo da soli (anche E soprattutto se si vive in più persone), uno spazio cozy (che sia un angolo spa del bagno o uno spazio per fare sport). Insomma, sicuramente oggi riscopriamo il piacere di vivere in casa e non farci mancare nulla.

Alice Etro, Creative Director di Westwing Italia

Vediamo come sta cambiando il nostro modo di abitare e quali sono le tendenze di interior che ci accompagneranno da qui in poi.

1. Ripensare gli spazi

Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a dover concentrare tutta la nostra esistenza all’interno delle quattro mura domestiche. Spesso dovendo condividere gli spazi con il partner, i bambini, gli animali domestici.

Abbiamo dovuto organizzare gli spazi di casa per accontentare le esigenze di tutti: lo Smart Working, le lezioni online, le telefonate (e le video chiamate!), i necessari momenti di relax e di privacy. Come ha influenzato questo repentino cambio di necessità negli spazi di casa?

La casa “post-pandemia” sarà molto diversa da quella a cui eravamo abituati. Le nostre abitazioni erano diventate sempre più piccole, mentre oggi devono tornare a essere un rifugio accogliente e spazioso, e “a prova di emergenza”. La casa diventa prima di tutto un luogo dove poterci curare, e da adattare in base alle esigenze, eliminando tutto il superfluo per fare spazio solo a quello che davvero ci serve.

L’open space a cui molti di noi erano abituati è diventato più un problema che una comodità. Un secondo bagno, una stanza da adibire a ufficio, camere da letto più grandi e comode: queste alcune delle cose in più di cui abbiamo sentito il bisogno in questi mesi.

Anche gli spazi comuni, poi, andrebbero ripensati: i condomini dovrebbero essere dotati di aree in cui potersi rilassare in sicurezza: un giardino, una sala giochi per bambini, una palestra.

2. Il ruolo del design

Se cambierà la casa, cambierà di conseguenza anche il ruolo del design nelle nostre vite.

Il design è stato prima di tutto fondamentale per aiutarci a uscire dalla crisi: è quello che ha contribuito alla creazione dei sistemi di protezione e apparecchiature per gli operatori sanitari, ma anche degli spazi di aggregazione, per garantire il distanziamento e quindi la sicurezza delle persone, di abiti e oggetti da usare tutti i giorni.

Ma il design cambierà il volto del nostro quotidiano, perché ne saranno interessati tutti i luoghi che frequentiamo: i mezzi di trasporto pubblico, uffici, teatri, negozi, ristoranti, che dovranno rispondere alle nuove abitudini ed esigenze di comportamento.

In questo senso, il design diventerà davvero un modo per migliorare le nostre vite e semplificare le relazioni, pensando non solo all’aspetto estetico degli oggetti, ma soprattutto quello funzionale.

Pensa solo alla ristorazione, al boom dell’asporto e la necessità di ridurre i coperti nei ristoranti. Gli ambienti dovranno essere riorganizzati per agevolare tutti questi aspetti, dalle modalità d’ingresso fino ai bagni, ma anche i tavoli, il bancone, persino i menu!

3. La pulizia

L’igiene: è tutto partito da lì. Le campagne di prevenzione ci hanno ricordato l’importanza di lavarci spesso le mani, e alla riapertura le aziende e i negozi hanno dovuto investire in sistemi di sanificazione degli ambienti. La pulizia, quindi, è diventata un argomento pubblico.

Per questo anche la gestione della pulizia della casa è cambiata, anche solo per il tempo in più che avevamo da occupare, e che molti di noi hanno usato proprio per tenerla in ordine.

Ci siamo dedicati alla pulizia di ogni angolo, dal forno alle tovaglie ai vetri, abbiamo rimesso in ordine armadi, scarpe e dispensa.
In tanti abbiamo provato a fare anche piccoli lavori di ristrutturazione.

Ma la necessità di mantenere la casa in ordine e creare uno spazio sicuro e sano non deve diventare un’ossessione.

Un consiglio pratico: se a casa hai una persona che non sta bene, le pulizie della casa e dei vestiti assumono un’importanza cruciale, ma in tutti gli altri casi non devi cambiare radicalmente le tue abitudini: ad esempio, non devi fare più lavatrici del solito, o lavare subito i vestiti che hai utilizzato. Puoi lasciarli per una giornata a prendere aria e poi riutilizzarli senza problemi.

4. Home sanctuary

Una casa accogliente, ordinata, pulita, in cui possiamo esprimere noi stessi, le nostre passioni e creare piccoli spazi di relax, anche in condizioni di “convivenza forzata”. Questa è la casa ideale dopo l’emergenza, in cui vogliamo mantenere non solo un benessere fisico ma anche interiore.

Ecco allora che tornano in auge trend come il Feng Shui, una disciplina che insegna ad arredare casa creando un equilibrio perfetto tra le persone e l’ambiente che le circonda, per ritrovare energia e armonia.

O, ancora, potresti ricreare attraverso gli arredi l’effetto Cocooning, un vero e proprio rifugio dallo stress, un ambiente confortevole dove rilassarsi e sentirsi avvolti come una morbida coperta.

Un’altra tendenza che condivide molti materiali, colori e sensazioni con il Cocooning è l’Hygge, la filosofia di vita danese che mira al benessere personale e alla felicità, anche attraverso la concezione della casa e il modo di arredarla.

5. Il lavoro da casa

Lo Smart Working è stata una delle novità che ha influenzato di più il nostro modo di vivere durante il lockdown.

La fine del momento di crisi non ha significato il ritorno alle abitudini lavorative di prima. Se un tempo andavano (quasi) tutti sempre in ufficio, e durante l’emergenza (quasi) tutti siamo stati costretti a lavorare da casa, ora è il momento in cui le aziende stanno iniziando a pensare allo Smart Working come una vera opportunità.

In questo modo, se anche tu lavori da casa, avresti bisogno di ricavarti uno spazio per l’ufficio non solo comodo, ma che ti permetta di essere concentrato e produttivo. Allenare le capacità di bilanciamento tra vita lavorativa e privata (il cosiddetto Work-Life balance) diventerà sempre più importante, così come trovare strategie per essere sempre più professionali per presentarsi a una riunione virtuale.

Se la casa deve essere riadattata per lo Smart Working, cambieranno anche gli spazi in azienda. Se sempre meno persone andranno in ufficio, gli spazi meno utilizzati dovranno essere ripensati per accogliere co-working, piccole palestre, spazi per i bambini piccoli e l’allattamento, ma anche mostre, eventi e sale per la meditazione.

6. La cucina, nuovo cuore della casa

Ammettilo, anche tu hai fatto parte della schiera di panificatori che hanno messo le mani in pasta per la prima volta durante il lockdown!

Non poter più andare al ristorante, e anche avere a casa la famiglia sette giorni su sette, ha avuto come conseguenza quella di farci tornare ai fornelli, scoprendo la gioia di inventare nuove ricette e le capacità terapeutiche della cucina: nei momenti più complicati, infatti, seguire i passaggi di un piatto elaborato ci ha aiutati a distrarci.

Per questo la cucina è tornata a essere il centro della casa e della vita familiare, con conseguenze anche sulla sua struttura: non sarà più un piccolo spazio dove passare di corsa a bere il caffè, ma un luogo per chiacchierare, rilassarsi, mangiare con calma.

Il lockdown ci ha fatto riscoprire anche i piccoli produttori del territorio: siamo tornati a fare la spesa nelle botteghe e abbiamo scelto sempre di più prodotti locali. Questa resterà un’ottima abitudine non solo per salvaguardare l’ambiente, ma anche per contribuire ad aiutare le nostre comunità e i piccoli esercizi commerciali che hanno difficoltà nel superare la crisi.

7. Gli spazi esterni

Durante il lockdown abbiamo riscoperto l’importanza di avere uno sfogo esterno dalle quattro pareti di casa, e la vera ricchezza dell’avere un giardino, o anche solo un terrazzo. Molti di noi hanno acquistato piante per l’appartamento o per il balcone, spinti dai benefici del verde e di prenderci cura della crescita di una piantina.

Anche il terrazzo è diventato un luogo di relax, da arredare e vivere proprio come gli spazi di casa.

Chi ha la fortuna di avere un giardino ha potuto anche ricavare uno spazio per creare un piccolo orto e regalarsi il piacere di mettere in tavola verdure davvero a chilometro zero. L’orto non è più solo una necessità, ma è diventato un hobby da continuare (letteralmente) a coltivare.

8. Ecosostenibilità

Nelle prime settimane di lockdown si è molto parlato della riduzione dell’inquinamento dovuta ai minori spostamenti. Oggi si parla di nuovo di inquinamento, a causa di mascherine e guanti in lattice che diventano rifiuti difficili da smaltire.

Il nostro impegno, in questo mondo nuovo, torna a essere quello di condurre una vita più sostenibile per noi e per l’ambiente, anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Ad esempio, potresti imparare a cucire per creare le tue mascherine di cotone riutilizzabili, e scegliere oggetti durevoli, abbandonando l’usa e getta.

In questo senso, un pezzo di design iconico, magari di un designer famoso, può diventare un ottimo investimento e un modo unico per arredare la tua casa.

Dall’altra parte, i designer si dedicano sempre di più all’architettura green, ecosostenibile, e, quando si spingono ancora più in là, si avventurano nel Biophilic design. “Biofilo”, letteralmente, significa “che ama la vita”, e l’architettura biofila è una progettazione sostenibile al 100%, che mira a una completa armonia tra le persone e la natura, attraverso l’uso di materiali che provengono dall’ambiente circostante.

9. Staycation

A causa delle restrizioni della pandemia in tutto il mondo, molti di noi hanno dovuto annullare viaggi all’estero, vacanze e periodi di ferie. Ora, timidamente, qualcosa sta riprendendo, ma la tendenza al viaggiare sotto casa diventerà probabilmente parte della nostra quotidianità.
Si moltiplicheranno i weekend fuori porta, le gite al mare, al lago o in montagna in luoghi delle nostre regioni a pochi chilometri da casa.

Oppure ci dedicheremo alla Staycation, un altro modo di vivere la casa e le ferie: diventa un luogo non solo del quotidiano, ma anche per rilassarsi durante le vacanze, coltivando i propri hobby e passioni.

Forse viaggeremo di meno, ma meglio, alla ricerca di una nuova connessione con la natura. E magari, al momento giusto, ci regaleremo qualche giorno in campeggi chic, oppure organizzeremo viaggi (ecologici) in bicicletta, in camper, o pic-nic nel parco.

10. La ricerca di un nuovo benessere

Durante la pandemia abbiamo letto molto su quanto ne saremmo usciti “cambiati”, e ora è il momento di realizzare davvero un cambiamento, prima di tutto dentro di noi.

Non dobbiamo fissarci nel pensiero che la pandemia ci abbia fatto solo male. Il dolore e le difficoltà che abbiamo dovuto sopportare sono reali, ma se vogliamo ripartire davvero, e adattarci a questo cambiamento epocale che stiamo vivendo, è importante godere anche dei piccoli cambiamenti in positivo.

Non abbandoniamo l’abitudine di prenderci cura di noi e del nostro benessere privato, che sia creando un momento tutto per noi nella nostra Spa casalinga, imparando a meditare o a respirare con consapevolezza, curando la nostra alimentazione o provando a fare un periodo di Digital detox.