Iter: viaggio hipster nel primo fusion cocktail bar di Milano

From Italy to the World. Il claim di Iter, primo fusion cocktail bar che ha aperto i battenti lo scorso settembre a Milano, racconta il concept dedicato al viaggio e alla scoperta di diversi sapori. Al centro, però, rimane sempre l’Italia, da dove tutto parte e ritorna. Un menù diverso ogni sei mesi, la mise en place che cambia e stupisce dalla colazione alla cena e tanti oggetti che arrivano da ogni angolo del mondo e raccontano storie affascinanti. Iter è molto più di un cocktail bar. È un itinerario tra epoche e mondi diversi. Attraverso le parole di Nicola Scarnera, bar manager di Iter, scopriamo com’è nata l’idea e cosa rende così speciale il locale milanese.

Iter: From Italy to the World

Il vostro claim “From Itay to the World” dichiara che Iter è un locale dedicato ai viaggiatori. Quando e come è nata l’idea di un fusion cocktail bar? Dalla passione per i viaggi o dalla consapevolezza di una mancanza nel panorama dei locali milanesi di un posto in cui il viaggio avesse un ruolo importante?

L’idea è nata innanzitutto dall’amore che nutriamo per la nostra penisola, la sua biodiversità, le nostre innumerevoli tradizioni territoriali e l’immensa varietà di prodotti tipici delle varie regioni. L’Italia, infatti, non è stata solo il nostro punto di partenza ma anche il fil rouge che accompagnerà tutte le nostre avventure. Dato che, sì, adoriamo viaggiare e farci contaminare dalle culture degli altri paesi del mondo, ogni sei mesi facciamo un viaggio vero e proprio in un altro paese del mondo e proponiamo un menu che sia nei drink che nel food racconti questo incontro.

Stile hipster: il segreto è il mix&match

Possiamo definire lo stile di Iter hipster. Quali sono gli elementi della filosofia e del gusto hipster che vi hanno più ispirati e che avete portato all’interno del locale?

Sicuramente la prima cosa che salta, più che all’occhio, all’orecchio è l’attenzione rivolta alla musica. Elemento fondamentale dell’esperienza da Iter, 100% cantautorato italiano. Siamo sempre alla ricerca di nuovi cantautori, conosciuti o meno, che lavorano sul territorio o fuori dai confini.

La palette cromatica del locale è prevalentemente scura, ma gioca con alcuni accenti di colore, come le poltrone patchwork, mentre l’atmosfera è accesa dalle luci a bulbo che scendono dal soffitto. Il tocco hipster nell’arredamento si contraddistingue infatti anche per la combinazione di diversi stili. Quanto è importante il mix&match in Iter? E come riuscite a far convivere con armonia i diversi elementi?

Il mix&match è molto importante e, principalmente, ci lasciamo guidare dal nostro gusto personale. Spesso raccogliamo elementi da aggiungere durante i nostri viaggi, prediligendo l’artigianato. L’importante è che ogni elemento racconti una storia.

Il viaggio nel tempo

Il viaggio non solo come dimensione spaziale, ma anche temporale: entrando nel locale si ha la sensazione di essere immersi in un’altra epoca. Lo stile hipster, infatti, ama riprendere alcuni elementi del passato, vintage o di recupero, reinterpretandoli in chiave più moderna. Quali sono i complementi o gli accessori di Iter che più richiamano il passato?

Durante un nostro viaggio in Francia abbiamo trovato in un mercatino un tavolino per il “gioco del Biribisso”, nato in Italia intorno al XVII secolo e particolarmente famoso in Francia. Inoltre, se si alza lo sguardo, lungo tutto il perimetro del locale ci sono decine di bottiglie vintage italiane raccolte in ogni angolo del mondo; stessa cosa vale per cartelloni e pubblicità d’epoca, posacenere e lampade.

L’hipster è anticonformista per natura e questa sua inclinazione si vede benissimo, tra le altre cose, nella scelta di elementi originali, che giocano anche con l’ironia. Iter punta in particolare su alcune note stravaganti, come deco o stampe da parete legate al tema del viaggio?

Il nostro bagno è tappezzato di ritagli originali di riviste anni 70, più o meno legate al viaggio. Crediamo che il viaggio non sia solo quello fisico in un altro paese, ma che possa essere anche il viaggio in un’altra epoca. Spesso abbiamo riscoperto usi e costumi dell’Italia che avevamo dimenticato.

Food & Drink: alla scoperta di nuovi sapori

Quali sono le influenze del viaggio sulla tavola? I vostri cocktail e i vostri piatti raccontano le suggestioni di diversi posti nel mondo o rimangono ancorati ai sapori e ai profumi italiani?

In questo momento il nostro menu racconta del nostro viaggio in Olanda. Ogni piatto e ogni drink è una “scusa” per parlare di un aspetto più o meno famoso dell’Olanda, senza però tralasciare il tocco italiano ad ogni pietanza. Abbiamo reinterpretato il primo piatto che abbiamo assaggiato appena arrivati alla stazione centrale di Amsterdam (un uovo pochè ricoperto di salsa olandese) con il nostro know how italiano. Stessa cosa vale per i drink: siamo partiti da una delle bevande più amate dagli olandesi, il thè con la menta, e abbiamo creato il VOC punch, che racconta della Compagnie Olandese delle Indie Orientali utilizzando un distillato tutto italiano come il Farmily Asia, prodotto in trentino.

La mise en place: come preparate la tavola per i vostri ospiti e come vi piace presentare i piatti e i cocktail? Ci sono dei tratti distintivi con cui amate stupire?

La nostra mise en place cambia spesso durante il giorno. Durante la mattina si può pranzare completando uno dei cruciverba direttamente sulla tovaglietta (tipico passatempo evergreen), durante la cena sulla nostra tovaglietta ci sono curiosità legate all’Olanda, a colazione e a cena però vi potrà capitare di mangiare sui ritagli di pubblicità datate anni ’60 e ’70 che abbiamo opportunamente plastificato. Incredibile alle volte servire dei piatti “gluten free” su una pubblicità d’epoca di una pasta “glutinata” (“Contiene 14g di Acido Glutamico, potente attivatore dell’intelligenza” cit), indice di come sono cambiati i tempi.

Le ricette di Iter

Infine, è arrivato il momento di soddisfare anche il palato. Puoi darci la ricetta di uno dei vostri piatti più famosi e apprezzati? E magari anche di un buon cocktail per accompagnarlo!

Il nostro The Brewer Eggsperience è un uovo cotto a bassa temperatura, servito su un gel di birra e una crumble di gouda, formaggio tipico olandese, ricoperto di salsa olandese.
Per accompagnarlo vi consiglio il VOC Punch: 50ml Farmily Asia, 45 ml Sciroppo di Eucalipto e Pepe di Timut, 5 ml Soluzione di Acido Citrico, 30 ml Soda e 2 rametti di menta.

Foto: Iter / Nicola Scarnera 

Marianna Vinciguerrra

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