Temakinho: tra Brasile e Giappone a ritmo di sushi

Un’intuizione, nata da una passione personale, ha dato vita a quello che è diventato il leader europeo nel casual dining nippo-brasiliano. Temakinho è molto di più di un ristorante. E’ una storia da raccontare, dove la tradizione culinaria giapponese si unisce ai sapori e agli aromi del Brasile, al ritmo di Samba, Jazz e Bossa Nova. Abbiamo incontrato Linda Maroli, co-founder di un progetto che ha già conquistato Londra, Ibiza, Roma e Milano, che ci ha aperto le porte del locale Milan Magenta nella capitale meneghina, dove mangiare diventa una vera filosofia…

Temakinho, Milano, Linda Maroli, Brasile, Arredamento, Stile

Temakinho – Ristorante nippo-brasiliano tra sapori e design

Amor é Coragem. Due concetti chiave, amore e coraggio, che gravitano intorno al percorso di un’imprenditrice che, tra moda, viaggi e una carriera avviata, ha avuto insieme a due soci l’intuizione di fondare Temakinho, ristorante che oggi vanta il primato di aver aperto le porte dell’Europa gastronomica alla cultura nippo-brasiliana. Ci racconti chi è Linda?

Una persona ottimista, un’imprenditrice romantica e una madre hippie.

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Leggendo la tua storia, una delle peculiarità del tuo essere imprenditrice appare subito il dialogo tra crescita personale e professionale. Una caratteristica che ti ha portata a prendere delle decisioni, oggi dal dichiarato successo, che si sono evolute parallelamente alle tue esperienze di vita. La formazione internazionale, la passione per i viaggi, il diventare madre. In che modo tutto questo ha preso forma e influenzato il progetto di Temakinho?

Sicuramente un brand rispecchia sempre la personalità e la storia di chi lo ha fondato. Il mio percorso lavorativo nella moda ha reso per noi imprescindibile l’attenzione al “look” dei nostri ristoranti, all’arredo sempre ricercato e con un’identità precisa. La maternità è invece un’esperienza che ti proietta nella dimensione futura. In questo senso Temakinho ha a cuore sia il futuro dell’ambiente (siamo stati la prima catena di ristoranti certificata Friend of the Sea perché il pesce che serviamo proviene principalmente da itticoltura sostenibile) che quello dei dipendenti, che grazie a Temakinho hanno potuto stabilizzarsi economicamente. Essere curiosa, viaggiare e studiare molto rende Temakinho un brand innovativo, in continua evoluzione e aperto alla tecnologia.

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Temakinho parla un linguaggio di opposti che, in modo innovativo, si attraggono: la cultura giapponese e quella brasiliana. Ordine e disciplina, da un lato, passione e movimento, dall’altro. Il Temaki può essere considerato il punto di incontro tra queste tradizioni e sapori? Il Brasile e il Giappone hanno in comune più di quanto possiamo pensare?

Sì, il Temaki è proprio il simbolo della fusione della cucina giapponese con quella brasiliana, è come se queste due storie e tradizioni si concretizzassero in un piatto, ma in modo armonico mai nell’ottica del contrasto. Penso che l’unione di due nature così diverse abbia generato qualcosa di unico e ancora più sorprendente. Anche se forse non tutti lo sanno in Brasile abita la più grande comunità di giapponesi al mondo, i Nikkei (termine che indica i figli di giapponesi nati in Brasile ma anche figli di giapponesi e brasiliani). Loro hanno dato vita alla ricchissima cucina nikkei che proponiamo anche da Temakinho.

Stile Temakinho

Partendo da un’identità fortemente riconoscibile, i ristoranti Temakinho si caratterizzano per un’estetica sempre diversa, che riesce a fondersi con il contesto urbano in cui si inserisce, tenendo ben presente il pubblico di riferimento. Il Milan Magenta, in particolare, è “un inno alla vegetazione, ai colori del Brasile e alle geometrie di Athos Bulcào”. Ci racconti la genesi e le caratteristiche del suo design?

Il design di ogni Temakinho è diverso perché si armonizza con le diverse città e quartieri in cui si trovano i ristoranti. Sicuramente anche l’immobile nel quale si inserisce il locale mi fa optare per decisioni stilistiche precise: per esempio, Temakinho Milan Magenta ha un piano -1 che presenta uno stile diverso da quello superiore, la carta da parati è giocata su tonalità più scure, le sedute in velluto richiamano un’atmosfera più da cocktail-bar, mentre al piano di sopra i colori sono più accesi.

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La mia fonte principale di ispirazione è sempre il Brasile. Quando i nostri clienti entrano da Temakinho vorrei che si sentissero trasportati in un ipotetico viaggio in questa meravigliosa terra. Il Brasile è talmente vasto che ogni sua regione mi permette di pensare a un concept diverso per ogni locale, anche se esiste un evidente fil rouge tra i nostri indirizzi: la natura. Come potete notare, nel décor dei nostri ristoranti non mancano mai richiami ad animali e piante.

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Da Temakinho Magenta in particolare, legno e lavorazioni artigianali appaiono protagonisti, con un gusto nostalgico tra Mid-Century e Glam esaltato dall’accostamento di velluti a elementi metallici dorati. Senza dimenticare il Pink Flamingo, di per sé già parte di un certo tipo di cultura. In che modo i trend del momento, in termini di design, influenzano l’evoluzione di un locale che vuole incontrare le esigenze estetiche del proprio pubblico?

Innanzitutto con l’esperienza ho compreso quanto sia importante fare ricerca e frequentare le fiere del design più importanti. Quando ho iniziato nel 2011 praticamente non esisteva il tema tropicale in nessuna collezione qui in Europa, le carte da parati erano poco utilizzate e la scelta molto ridotta. Quindi ho pensato che ci fosse margine per questo tipo di stile (che include appunto anche il popolarissimo Pink Flamingo) il quale oggi sembra che tutti i brand vogliano “vestire”.

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Parlando di tavola, qual è la tua idea di estetica nella presentazione del cibo? Potremmo parlare di uno stile Temakinho sulla mise en place? Macro pattern e temi jungle da proporre nella scelta di pochi accessori, ma protagonisti, che lascino comunque la parola al cibo?

Sì, senz’altro si può parlare di una mise en place alla Temakinho, siamo attentissimi all’estetica dei nostri piatti. Anche le presentazioni delle colazioni, che serviamo a Milan Magenta e Rome Rinascente sono frutto di grande ricerca. Potrei dire il nostro segreto è “Mais Amor” più amore: mettiamo attenzione e amore nella presentazione dei piatti, li  addobbiamo proprio come farebbe una mamma brasiliana per una festa, con qualche fiorellino fresco o frutta colorata.

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Tu sei l’anima creativa del Temakinho, alla continua ricerca di ispirazioni. Ce ne sono alcune che al momento vedi come potenziali protagoniste di una nuova location? Insomma, secondo Linda Maroli, quali sono i prossimi trend da tenere d’occhio dal punto di vista del décor?

Direi che ci stiamo allontanando sempre di più dal minimalismo, che non è mai rientrato nel mio gusto personale. Secondo me l’elemento importante per un design che funzioni e piaccia è la presenza di una storia da raccontare, un’emozione da rappresentare, una narrativa da seguire. Senz’altro il Temakinho – Style è popolare al momento. Basta guardare le riviste e le collezioni di moda di tutto il mondo.

 

Foto: Press Office Temakinho / Matteo Imbriani

Alessandro Balia

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