Alice Balossi - La mia passione per i dolci e lo stile retrò

Scrittrice e pin-up con una passione per i dolci e uno stile inconfondibile. Il suo look si ispira agli anni ’50, esattamente come la sua cucina: con Alice Balossi, ex concorrente di Bake Off Italia, ci immergiamo in un mondo morbido e colorato, fatto di tanta dolcezza, condito con un sapore retrò e un pizzico di pigrizia. Che non è sempre un difetto, anzi. Alice ci dimostra che la pasticceria non è solo un affare per chi ha tempo e manualità da vendere: chiunque può preparare dolci buoni e belli. È tutta questione di organizzazione e gusto estetico. 

“Dolce” relax

Partiamo dalla tua grande passione, diventata anche un lavoro: i dolci. Cosa rappresentano per te? Li associ a un’atmosfera intima o a una merenda in compagnia? 

Preparare i dolci mi rilassa tantissimo. Di solito lo faccio ascoltando le mie canzoni preferite: nell’ultimo periodo apprezzo in particolare la musica degli anni ’20. Dopo una giornata difficile so che se torno a casa, metto insieme uova, farina e cioccolato, la crema si addensa. È un tale conforto perché quando tutto va storto ho la soluzione.

Infine, nonostante sia il mio lavoro, quando preparo un dolce per qualcuno della mia famiglia lo vedo anche come un gesto d’amore: ci tengo molto a dimostrare che mi sono impegnata.

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Un tuffo negli anni ’50 con Alice Balossi

Il tuo è uno stile decisamente retrò, infatti ti ispiri soprattutto agli anni ’50. Come mai proprio quegli anni? Qual è la cosa che più ti piace di quel periodo? 

Da un punto di vista estetico, la cosa che amo di più dello stile anni ’50 è il fatto che riesca ad addolcire i tratti di qualunque donna. Quello retrò è un look che dona a tutte. Poi erano belli la musica, i film, i balli. Io sono una ballerina di Rockabilly-Jive e presento il festival più importante in Europa sulla cultura anni ’50, il Summer Jamboree, che si svolge ogni anno a Senigallia e richiama 350 mila persone in 12 giorni.

Gli anni ’50 hanno rappresentato un momento di rinascita: la Guerra era appena finita e la gente voleva divertirsi, incoraggiata dal boom economico. Era l’inizio di un benessere generale e questo si rifletteva anche in un’estetica morbida, fatta di linee sinuose, rilassante per gli occhi. Tutto era delicato, colorato e decisamente bello da vedere.

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Oltre al look, la tua passione per lo stile retrò come si traduce in cucina? Puoi descriverci la tua cucina retrò? 

Lo stile retrò influisce tantissimo sulla mia cucina. Come dicevo, mi piacciono molto i colori e le forme degli anni ’50: amo il rosso, il giallo e soprattuto il verde acqua, che mi fa davvero impazzire. Sono innamorata poi delle linee, semplicemente bellissime.  

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In cucina ci vuole ordine

In cucina sei ordinatissima e precisissima: come ti piace sistemare le cose? Prediligi ordine o estetica?

La mia cucina ideale è bella e pratica. Ho tantissimi strumenti e molti li devo necessariamente nascondere, riponendoli nei cassetti o impilandoli su mensole e scaffali.  Gli accessori più belli però li tengo fuori, mi piace esporli. Ho una passione sfrenata per le tazze, penso di averne circa 50. E poi mi piacciono le cose coordinate.

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Tornando ai dolci, quanto è importante l’ordine per la buona riuscita di un dolce?

L’ordine in pasticceria è fondamentale perché, soprattutto nelle preparazioni più lunghe, dopo un po’ non si trovano più le cose, si va in confusione e si rischia anche di sbagliare. È importante invece riuscire ad avere una logica e tenere le cose in ordine. A me capita spesso di dover preparare più dolci insieme e quindi mi fermo, metto in ordine e ricomincio.

Dolci per pigri

Si dice che la cucina richieda tempo e impegno. Hai smentito questa convinzione con il libro Dolci per pigri: com’è nata l’idea di questo libro e soprattutto è davvero possibile preparare dolci buoni e di qualità in poco tempo?

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Il libro è nato dall’esigenza di voler preparare qualcosa di bello e buono con poche mosse. Nella pasticceria bisogna essere sempre molto precisi: c’è della chimica e occorre rispettare le dosi, cosa che spaventa molte persone. 

Quando ho iniziato a lavorare in questo mondo facevo dei dolci difficilissimi perché ci tenevo a dimostrare a tutti la mia bravura: volevo far vedere che sapevo fare delle cose molto complicate e infatti avevo riscontri positivi dal pubblico. Ricevevo molti complimenti, ma poi mi rendevo conto che, in concreto, la gente non si cimentava nella preparazione dei dolci. Tra lavoro e famiglia, gli impegni sono sempre tanti e il tempo è poco; è praticamente impossibile per la maggior parte delle persone passare tutte le giornate a preparare torte e creme, lasciarle raffreddare, tagliarle, ecc. In più, non tutti hanno la manualità necessaria per preparare dolci difficili. Pian piano, mi sono appassionata alle ricette che con poche mosse fanno fare bella figura. Ho accettato la sfida di preparare dolci belli e buoni in poco tempo. E alcuni sono anche molto sani.

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Quindi tempo non è sempre sinonimo di qualità e in questo caso bontà. Per te in pasticceria vige anche la regola “minimo tempo e massima resa”… Un esempio di una ricetta velocissima, ma altrettanto buona? 

Un dolce al cucchiaio buonissimo e facilissimo, che richiede poco tempo e zero manualità. Fai scaldare 250 g di panna fresca. Non appena si leva il fumo, aggiungi 200 g di cioccolato tagliato al coltello grossolanamente. Se hai una barretta puoi spezzettarla velocemente. Lascia riposare 2 minuti.

Inizia a girare fino a che non si crea una crema morbida e liscia senza grumi. Metti nelle coppette e fai raffreddare in frigorifero. La cosa più lunga e difficile della ricetta è far scaldare la panna: più dolce per pigri di così!

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Bakery: da dove iniziare?

Parlando di indispensabili e principianti: quali sono gli strumenti must have per approcciarsi al mondo della pasticceria? 

Gli strumenti fondamentali per chi vuole avvicinarsi alla pasticceria sono una teglia a cerniera, che rende molto più comodo e semplice estrarre i dolci dallo stampo, e un leccapentole, ovvero una spatola che permette di prelevare tutto l’impasto o una crema dalla ciotola e non consumarne nemmeno una goccia. Inoltre, se siete appassionati di biscotti, le tovagliette saranno indispensabili per non far appiccicare l’impasto.

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Dulcis in fundo

Il dolce è quel piatto che arriva alla fine per stupire tutti. Come servirlo? Hai qualche consiglio da darci per presentare i dolci in tavola?

Il modo più bello e scenografico di presentare i dolci sono le alzatine: anche la torta più normale, appoggiata su una bella alzata, diventa un gioiellino. Io, infatti, ne ho tantissime, di tutte le forme.

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Poi, ho tantissimi piattini di servizio. Penso di averne una cinquantina, tutti diversi uno dall’altro. Mi diverto a coordinarli quando ho ospiti: ad esempio, apparecchio con tutte le sfumature dell’azzurro o del rosa. Mi piacciono molto anche i piattini con le scritte; avendone tanti posso davvero sbizzarrirmi con la mise en place dei dolci.

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Infine, una domanda più personale e curiosa. Proust, nella sua opera più celebre “Alla ricerca del tempo perduto”, parla della madeleine, un dolce che libera i ricordi del passato: c’è un dolce, un sapore o un profumo particolare che ti rievoca bei momenti e ti porta indietro nel tempo?

La zuppa inglese che mi prepara mia nonna: solo a pensarci mi emoziono. Ogni volta che sento parlare di zuppa inglese penso a lei.  

Anche quando ho partecipato a Bake Off Italia ho dovuto fare la zuppa inglese; ovviamente una versione rivisitata con cento preparazioni difficilissime, da impazzire letteralmente. Sono riuscita a vincere quella sfida perché per me c’era mia nonna. Per me, la zuppa inglese è speciale.

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Foto: @ Alice Balossi

Marianna Vinciguerra

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