Aperitivo a Milano da Carlo e Camilla

Un’atmosfera sospesa, tra il ritmo frenetico della grande metropoli milanese e il suo passato industriale. E così, come in una favola moderna, dalle mura di una vecchia segheria nasce un locale super trendy, guidato dalla linea creativa di Tanja Solci e dall’estro culinario di Carlo Cracco. Non a caso, lo abbiamo scelto per la grande festa di inaugurazione di Westwing Italia. Oggi però vogliamo raccontarvi qualcosa di diverso, una vera e propria esperienza a 360 gradi, fatta di buon gusto, design e tradizione: un aperitivo a Milano in compagnia di Federico Volpe, bar manager di Carlo e Camilla in segheria.

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Aperitivo a Milano – Carlo e Camilla in segheria, le origini di un mito

Tutto inizia da una segheria nel cuore di Milano, avviata nel 1932. Muri con mattoni a vista, i classici tetti a shed dalla linea a zig zag e ampi spazi nei quali perdersi, ancora oggi. Dopo anni di inattività, la rinascita a cura di Tanja Solci, designer e art director, che nel 1999 intraprende proprio qui un “restauro conservativo”, grazie alla complicità di un nutrito team di ingegneri e architetti fortemente legati alla cultura e alla tradizione del restauro. Ultimo solo in ordine cronologico, lo chef Carlo Cracco con il quale la segheria prende il volo, diventando nel 2014 un bistrot… in fabbrica.

Aperitivo a Milano: un cocktail con Federico Volpe

Per che cosa è conosciuta Milano in tutto il mondo? Per la sua cultura dell’aperitivo. Una delle prime città insieme a Torino a svilupparne l’arte, nota in tutto il mondo per la Miscelazione Futurista degli anni ’30, il celebre Sbagliato inventato al Bar Basso e il più recente Happy Hour di fine anni ’90. Oggi è sicuramente una delle capitali internazionali, in grado di unire l’innovazione del buon bere ad arte e design che da sempre la contraddistinguono. A raccontarci di più Federico Volpe, bar manager del bistrot di via Meda.

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I cocktail da Carlo e Camilla sono filosofia e opera d’arte. Perché sono trattati come una vera e propria cucina, al di là del mondo Mixology? 

“Negli ultimi anni la figura del barman classico si è trasformata nel bar tender, che oltre ad avvicinarsi al metodo americano, ha iniziato ad interagire con il cliente e con le altre possibilità offerte dal bar-chef, prendendo in prestito metodologie, strumenti, ingredienti e tecniche della cucina tradizionale, al fine di elaborare insoliti sapori e nuove consistenze. Tra le varie tecniche culinarie si possono menzionare:  piastre ad induzione con pentola, forno, frullatore a immersione, abbattitore, vapore e cotture a basse temperature. Tecniche di cucina molecolare e tradizionale”.

Cocktail da gustare anche durante la cena. Come cambiano i gusti e la scoperta di nuovi abbinamenti sempre all’insegna del buon cibo e della tradizione?

“In Italia la tradizione del buon vino ci insegna ad abbinare ciò che si beve a ciò che si sceglie di mangiare. Da qui parte la nostra ispirazione nel proporre cocktail a bassa gradazione alcolica ma con sapori studiati ad hoc, per completare la proposta culinaria dello chef. Talvolta invece accade il contrario: sono i piatti a essere integrati con i drink, come “Cioccolato e pera”, uno dei nostri dessert più richiesti a base di gelatine di pera, quenelle di gelato al cacao, pere in osmosi con cannella e altre spezie, gel di pera con zucchero e acido citrico”.

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“Il drink? Nascosto nella terza sfera sotto forma di mousse di Exciting Storme, a base di rum e infuso ai cereali, lemograss, zenzero lime e una birra di wafer alla nocciola, caffè e zucchero di moscovado”.

Aperitivo a Milano: design in cucina

L’arte della presentazione: quali le ultime tendenze e i bicchieri più design oriented che possiamo trovare da Carlo e Camilla in segheria? Ci puoi svelare qualche firma importante?

“Da Carlo e Camilla è essenziale l’impatto visivo, così come nella cucina è essenziale una scelta forte per l’impiattamento. Concetto e gusto devono correre su binari paralleli, al fine di suggestionare i nostri ospiti prima a livello visivo e poi con un’esplosione di gusto e piacere. Diamo spazio a una linea di bicchieri molto classica, con il cristallo protagonista, così come a contenitori più inusuali: dalle noci di cocco ai palloncini di zucchero, dai piatti ai pompelmi essiccati. Nessun preconcetto o limite, qui osare è il must”.

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“I nostri preferiti? I bicchieri Seletti e Cristalleria Italiana, due eccellenze del Made in Italy”.

Prima di salutarci, puoi consigliarci un cocktail?

“I nostri sono cocktail dai sapori insoliti e molto particolari, il gusto e gli accostamenti sono molto ricercati: consigliamo di provarli tutti. Se posso consigliarne uno ecco “Breakfast at Tiffany’s”: base vodka e Rakomelo (liquore greco con sentore di miele, cannella e chiodi di garofano), orzata creata dalla cottura a bassa temperatura di plumcake, pasta di sesamo bianco, pistacchio, marmellata di arance profumata con aroma di biscotti speziati e a chiudere, una foam di Rossana, la mitica caramella della nonna”.

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Foto: Francesco Romeo – Ufficio Stampa Carlo e Camilla in segheria – IG @carloecamillainsegheria – Fb @carloecamillainsegheriamilano

Stefania Tagliaferri

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