The Doping Club - Il cocktail bar per Gentlemen

Nel cuore della movida milanese, nascosto in un cortile, The Doping Club è un tesoro tutto da scoprire. All’interno del locale ci si dimentica completamente di ciò che c’è all’esterno per immergersi in un’atmosfera calda e avvolgente, dal gusto retrò. E a proposito di gusto, l’esperienza non si esaurisce nell’ammirare i tantissimi cimeli raccolti dal proprietario in tutto il mondo, ma anche nel sorseggiare ottimi cocktail preparati da abili mixologist. Le ricette? Segrete. A fare da sfondo una passione per lo sport, che si respira nei pezzi di arredamento, nei drink e nel nome stesso del locale. Scopriamo di più attraverso le parole di Alessandro Cesario, proprietario e ideatore di The Yard Hotel e di The Doping Club.

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The Doping Club: il lato oscuro dello sport

The Doping Club è un locale unico nel suo genere. Esclusivo, ricercato, dandy, dall’atmosfera glam. Da dove è nata l’idea?

L’idea è nata dalla voglia di creare qualcosa che fosse  legato, ma al tempo stesso in contrasto, con il The Yard (l’hotel che ospita il cocktail bar “The Doping Club”) che trae ispirazione dal mondo dello sport in chiave vintage. Il The Doping Club nasce quindi per rappresentare il lato oscuro dello sport, il doping appunto, utilizzato sotto forma di pozioni/cocktail che i nostri abili mixologist creano per “dopare” legalmente gli avventori…

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Sport, Ladies and Gentlemen

Il nome, ma non solo, è un omaggio allo sport. In che modo si nota il legame a questo mondo, tra arredamento e cocktail?

Il legame tra arredamento e cocktail nasce dalla volontà di far sorseggiare i nostri original cocktail in un ambiente discretamente elegante che non si scostasse troppo dal fil rouge che abbiamo deciso di seguire per il nostro progetto del The Yard.

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The Doping Club è racchiuso all’interno del The Yard Hotel di Piazza XXIV Maggio, un hotel votato al mondo dello sport interpretato in chiave vintage ed eccentrica. Passate le porte di vetro ci si ritrova in un grande cortile, già abbondantemente arredato con mobili e accessori originali e curiosi. Ogni pezzo è particolare, dalle poltrone alle stampe appese alle pareti dentro il locale. Sofisticato nei dettagli e ricercato nell’arredamento, fa venire immediatamente voglia di accomodarsi, ordinare un cocktail e, perché no, fumare un sigaro, avvolti in quell’atmosfera da club dandy della Old London.

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Design, arte e viaggi

Quando si varca la soglia di The Doping Club, si ha l’impressione di percorrere una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio. Gli arredi sono vintage e gli accessori degli antichi cimeli che provengono da posti diversi. Dove avete trovato tutti i preziosi tesori che si possono ammirare all’interno del locale?

Sono un appassionato di design e di arte e un assiduo viaggiatore. Una delle mie grandi passioni sono  i mercati di antiquariato di tutto il mondo e lì ho trovato la maggior parte dell’arredo del locale.

La location è un po’ nascosta, all’interno di un cortile milanese. È una scelta voluta per sottolineare l’esclusività del posto?

È stata una scelta casuale, ma abbiamo saputo sviluppare al meglio le opportunità  di questa location,  un po’ nascosta, ma sicuramente in un punto nevralgico della movida milanese.

Per ricreare un’atmosfera particolare è importante anche la musica. Qual è la playlist di The Doping Club?

La musica ci piace e non potremmo fare senza, ma siamo trasversali. In tutto.

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Tailor-made e segreti

The Doping Club offre un servizio tailor-made su misura per gli ospiti. In cosa si traduce in concreto?

I nostri mixologist sono in grado di creare i cocktail che i clienti desiderano  scegliendo tra le circa 650 etichette che esponiamo. E poi c’è la nostra lista, tutta da scoprire.

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I cocktail sono preparati con spezie, aromi artigianali, liquori fatti in casa e spirit di altissima qualità. Tutto questo non può che dare vita a un’esplosione di sapori, che non lascia indifferenti. E aspettando i drink non manca mai un bicchiere d’acqua, servito da eleganti camerieri.

Le vere meraviglie, però, si celano anche dietro al bancone, dove i barchemists preparano cocktail giocando con ingredienti, dosaggi e presentazione. Ci date una ricetta di un vostro cocktail?

Vi cito solo il mio preferito, si chiama The Duke Revolution a base di Ketel One, Ancho Reyes, Vida Mezcal, Citrus, Peychaud Bitter, Ginger Beer… ma il mix è un segreto dei nostri mixologist!

 

Foto: The Doping Club

Marianna Vinciguerra

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