A Casa di Alice Etro - Stile in divenire tra moda e design

Il suo percorso professionale ha attraversato diversi ruoli all’interno dell’azienda di famiglia, una delle Maison che ha affermato lo stile italiano nel mondo. Alice Etro, Creative Director di Westwing, ci apre le porte della sua casa, per raccontarci il suo restyling tra moda e design.

Alice Etro, Casa, Moda, Design, Stile, Milano, Westwing

Lo stile eclettico di Alice Etro

Una casa dalle mille anime, ma che è la somma delle tante sfaccettature della personalità di Alice Etro. Uno spazio creativo, proprio come lei, immerso nel cuore di Milano, che della capitale italiana della moda e del design racconta la capacità di mischiare vecchio e nuovo, trasformare tradizione e innovazione in un continuum. La Creative Director di Westwing ha deciso di rinnovarla per darle una veste coerente a questa fase della sua vita. Nuove sfide professionali che, come sempre accade, sono lo stimolo più forte per incanalare tante energie in un progetto che coinvolga anche la sfera privata, a cominciare dalla casa.

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“Nel riarredare casa con Westwing ho seguito un duplice percorso: da un lato, avevo già in mente alcuni arredi fondamentali che ho scelto su WestwingNow, il nostro shop con catalogo fisso. Dall’altro, mi sono lasciata guidare dalle ispirazioni che il club Westwing propone ogni giorno. Ovviamente, trovando un equilibrio con ciò che già apparteneva al mio vissuto”.

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“Se dovessi raccontarlo in poche parole, lo definirei un ambiente che rispecchia la mia personalità: eclettica, curiosa, recettiva a diverse influenze. Per questo il suo stile si presenta come un mix tra tradizione e follia, tra ricordi di viaggio e di famiglia. Il mio è uno sguardo sempre nuovo, che non dimentica le proprie origini. Guardandosi intorno, mi piace che la casa racconti le diverse sfaccettature del mio vivere e del dare un significato alle cose. Colori, forme e pattern diversi si fondono in un risultato di grande impatto visivo, senza eccedere nel caos. A riportare ordine, infatti, temi decorativi come righe e fiori si richiamano su diversi spazi creando un filo conduttore”.

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Moda e Design: il destino scritto nel nome… anzi, nel cognome

Quando si ha un cognome così, i concetti di moda e design diventano quasi parte del proprio patrimonio genetico. Per Alice Etro sono mondi paralleli, che si intrecciano e dialogano continuamente nell’alimentare a vicenda suggestioni, ispirazioni, trend. E diventano inesorabilmente parti fondamentali della vita quotidiana, della quale influenzano l’interpretazione di estetica e le forme di espressione. Ma il gusto e la capacità di creare uno stile personale Alice li ha costruiti sulla propria pelle, grazie a esperienze, viaggi, alla propensione a non dare niente per scontato. Come quando, nel suo progetto di restyling, si è trovata di fronte a quello che per molti sarebbe stato un dilemma: trend o grandi classici?

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“Entrambi. Per me il legame con la tradizione è fondamentale, così come quello con i trend del momento, che ne rappresentano l’evoluzione. Per questo, le sedute in Paglia di Vienna si combinano con la lampada Arco di Flos e con i complementi fuori dagli schemi di Seletti. Non mi impongo limiti a priori, e tutto è in divenire”.

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“Sulla tavola preferisco decisamente una ricercata semplicità. Runner al posto della solita tovaglia e piatti in porcellana, ma con un tocco in più. Per l’occasione, ho scelto quelli di Stella Fatucchi dal tema Safari, abbinandovi alcuni che già possedevo, con un profilo di greche dorate a richiamare le posate nella stessa cromia, grande must del momento. Un accento esotico nel quotidiano”.

Dalle passerelle alla casa. Ma per Alice Etro, qual è il ruolo dei tessuti?

“Per me sono fondamentali. Da una parte credo sia questione di DNA, dall’altra adoro la loro capacità di personalizzare e dare calore a una stanza, mixando pattern e atmosfere. Adoro giocare con la carta da parati, cuscini e arazzi per definire ambienti a livello concettuale. Il tutto alleggerito da deco un po’ ironico, proprio come me”.

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Alice Etro in 5 domande

Cosa significa chiamarsi Alice Etro?

“Sicuramente, affrontare ogni giorno le aspettative che chi incontro per la prima volta si è già creato nei miei confronti, a partire dal mio nome. E allo stesso modo, sorprendere con una personalità e una professionalità che sono soltanto mie”.

I 3 capi fashion fondamentali?

“Un paio di Levi’s 501, intramontabili e versatili nella vita di tutti i giorni. La base perfetta per una borsa statement, come la Saddle di Dior o la Birkin di Hermès. A completare l’outfit, un accessorio di qualità e dalla forte genesi artigianale, come un kimono o una sciarpa jacquard ricchi di colori, trovati durante un viaggio”.

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I 3 complementi di design fondamentali?

“Una combo che riprende il discorso fatto con il fashion, dove qualità e valore emotivo la fanno da padroni. Immancabile, un divano classico, l’equivalente per la casa di un Levi’s 501, al quale affiancare un’intramontabile lampada Arco di Flos o Lucellino di Ingo Maurer. Per fare la differenza, infine, un dettaglio che racconta un viaggio, un regalo o un oggetto acquistato in qualche asta o mercatino”.

Chi ti conosce bene sa che deve evitare…

“Le bugie. Meglio un’amara verità piuttosto che una falsità, anche se detta a fin di bene… ”

Nella vita, istinto o progetto?

“Entrambi. Ci sono situazioni che richiedono una visione nel lungo periodo, un percorso ideale più ampio che permette poi di concedersi tutti quei colpi di testa, chiamiamoli scelte d’istinto, che rendono la vita più frizzante!”

 

Foto: Westwing

 

Alessandro Balia

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