Borgo Scopeto Relais - A casa della Signora del Chianti

Il vino è donna, quando il suo aroma più intenso è dato dalla passione. Abbiamo incontrato Elisabetta Gnudi, imprenditrice vitivinicola che ha riportato il medievale Borgo Scopeto a nuovo splendore, da gustare a piccoli sorsi.

Borgo Scopeto, Toscana, Vino, Stile, Albergo, Rustico, Chianti

Borgo Scopeto Relais – Il sogno di una vita

Una vita che sembra uscita dalle pagine di un romanzo, dove un sogno coltivato sin da piccola, tanto coraggio e un incredibile spirito imprenditoriale hanno tessuto una trama che torna costante in diversi momenti. Una sorta di fil rouge nel percorso di Elisabetta Gnudi che, attraverso il mondo patinato del cinema e le dinamiche imprenditoriali del settore farmaceutico, ha fatto ciò che molti osano solo immaginare. Lasciare tutto per dedicarsi all’unica vera passione. Perché, come lei stessa ci racconta, questo è il solo modo per essere felici, e fare le cose come devono essere fatte.

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“Sin da piccola condividevo un sogno con il mio fidanzatino di allora, che poi è diventato mio marito. Lasciare una vita frenetica e programmata per riscoprire la campagna, le tradizioni e dedicarmi così alla passione per la produzione di marmellate. Passione che con il tempo si è evoluta poi in un amore viscerale per il vino. In quel periodo è anche uscito il film con Diane Keaton, Baby Boom, storia di una super-manager che mette da parte la carriera per dedicarsi a bimbi e pappette. Mi rispecchio molto in quel personaggio, anche se con un approccio meno romantico. Ho studiato economia e commercio, materia capace di darti le basi per qualunque tipo di business in maniera strategica, anche se condita da un fondo più concettuale”.

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Il cinema, appunto. Un grande punto fermo nella formazione personale e professionale di Elisabetta Gnudi che, in passato socia di Luca Barbareschi, ha imparato dall’attore come organizzare un film o un’opera teatrale. Impegno dalla durata limitata, ma che mantiene le stesse dinamiche di un’azienda. Esperienza che poi si è sommata e affinata nel nuovo impegno di tenere le redini dell’azienda farmaceutica di famiglia, quando, ormai sola, ha dovuto prendersi cura dei due figli. Quasi cinque anni, che non sono bastati a spegnere quel fuoco che bruciava per la vita di campagna e ad affievolire il profumo di quel vino che sembra scorrerle nel sangue.

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“Il cognome di mia madre da ragazza era Uva e io sono nata il 4 settembre, tempo di vendemmia. Una sorta di destino scritto nel Dna, alla quale mi sono felicemente arresa nel 1997, quando, a quarant’anni, ho capito cosa avrei fatto da grande. Non senza difficoltà, ho iniziato la mia guerra personale per inserirmi in un mondo di uomini che non sempre vedeva di buon occhio una donna alla guida di un’azienda del settore. Il primo grande acquisto è stato Borgo Scopeto, oggi divenuto un meraviglioso relais incastonato nel Cuore del Chianti. Da lì, una serie di coincidenze e la capacità di coglierle al volo hanno segnato il successo ottenuto dall’azienda di famiglia”.

Una storia di famiglia da raccontare: il relais e la cantina

Le prime notizie relative al borgo come insediamento umano sono antecedenti al 1700. La torre è dell’anno Mille e ci sono tracce araldiche di antiche famiglie fiorentine che hanno avuto in proprietà il “castello” in pieno periodo di guerre tra Firenze e Siena… C’è persino il “marzocco” (una specie di leoncino sopra una colonna) che i fiorentini avevano issato a mo’ di sfregio contro i senesi. La prima bottiglia venne prodotta nel 1990, sette anni prima dell’acquisto da parte di Elisabetta.

“Borgo Scopeto è stato davvero un sogno realizzato. Recuperare un pezzo d’Italia ormai fatiscente e portarlo a nuova vita è stata una sfida con me stessa e, come sempre è avvenuto durante i miei progetti, con le istituzioni, non sempre capaci o non predisposte alla riscoperta, ad aiutare l’intraprendenza che rompe gli schemi in nome di una terra che ha tanto da dare”.

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Contestualmente, viene costruita la nuova cantina di vinificazione e invecchiamento a qualche chilometro dal Borgo. Concepita secondo la moderna tecnologia “a caduta”, è costruita su due livelli, con la zona invecchiamento completamente interrata. I vecchi vigneti coltivati “a tendone” sono stati completamente sostituiti utilizzando il sistema a cordone speronato. Nel 1998, Elisabetta Gnudi acquista anche Caparzo, suo primo amore, azienda agricola di Montalcino fondata negli anni Settanta. Nel 2002, è la volta di Altesino, sempre a Montalcino, piccola e prestigiosa cantina di Brunello, i cui vigneti confinano in parte con quelli di Caparzo.

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Una combinazione di tradizione e tecnologia portata avanti dai figli di Elisabetta. “Mio figlio, ingegnere ambientale, si è unito a me nel portare aventi l’attività. Mi ha aiutato nelle ristrutturazioni e sta facendo costruire una serie di capannoni eco-sostenibili. Grazie a lui, Caparzo è stata la prima cantina di Montalcino a dotarsi di pannelli fotovoltaici per le produzione di energia pulita. Mia figlia, ingegnere aerospaziale, dopo alcune esperienze in America ci ha raggiunti per occuparsi delle aziende agricole”.

Lo stile rustico di Borgo Scopeto Relais

L’anima femminile è fortemente presente nella tenuta, della quale Elisabetta ha curato la ristrutturazione personalmente, nei minimi particolari, mantenendo un approccio decisamente conservativo. Dai materiali agli arredi, attraverso una combinazione che fa dialogare interni ed esterni, la natura circostante con le atmosfere intime e rassicuranti degli ambienti.

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Oggi Borgo Scopeto Relais è un albergo di lusso, uno dei più affascinanti della Toscana, che richiama visitatori da ogni parte del mondo, anche per quella bellezza che nel 2010 l’ha fatto diventare la location del film Letters to Juliet, di Gary Winick, con Amanda Seyfried, Vanessa Redgrave e Franco Nero. “Nel film la storia si svolgeva sullo sfondo dei miei vigneti, del rosso dei nostri vini. Ancora oggi, tante coppie in viaggio di nozze dall’America e dal Brasile ci chiedono di soggiornare nella camera dove si svolgevano molte delle scene della pellicola”. Una spettacolarità che per il secondo anno ha fatto guadagnare al Relais de charme la prima posizione nella categoria “Best for Weddings, Parties & Special Occasions” ai Condé Nast Johanses Awards 2019.

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14 anni di storia, di sacrifici e di pura passione che, nel 2014, ha portato il Brunello di Montalcino Montosoli 2008 ad essere annoverato all’undicesimo posto tra i 100 Top wine del mondo da Wine Spectator, la “Bibbia del vino”. Un grandissimo traguardo che si ripete con il Brunello di Montalcino 2013 di Caparzo, che per Wine Spectator 2018 è il diciassettesimo vino più buono del mondo. “Quest’anno usciamo poi con la gran selezione del Chianti Classico, ho comprato nuovi vigneti a Montalcino e vado avanti con altre imprese. Ogni cosa rappresenta una sfida, ma tutto può essere affrontato con il giusto approccio. Il fatto di essere una donna in questo mondo mi ha causato qualche difficoltà, ma non ho mai voluto ghettizzarmi come una delle donne del vino. Sono un’imprenditrice, una professionista che porta avanti la sua attività, con oneri e onori”.

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In Vino Veritas… e bellezza

Il carisma pionieristico di Elisabetta Gnudi ha portato l’imprenditrice ad aprire la strada al mondo del benessere e della bellezza che sfrutta le infinite potenzialità del vino. La SPA Borgo Scopeto Relax è studiata per avvolgere gli ospiti in un’atmosfera unica. L’arte del massaggio e e lo speciale percorso benessere incontrano i benefici della vino-terapia. Il trattamento “Dal Calice alle essenze” offre risultati immediati grazie alle linee Chianti Classico o Brunello.

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Una donna, mille sapori. Quelli che hanno riportato il vino Made in Italy a brillare in tutto il mondo, con l’eleganza e la personalità che contraddistinguono la Signora del Chianti.

 

Foto: Borgo Scopeto Relais / Francesco Mion

Alessandro Balia

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