La mia prima casa - Queralt Badalamenti: vita da attrice... in piccoli spazi

Con un sorriso come quello, farci sentire a casa è stata questione di un attimo. La sensazione più forte che una giornata con Queralt Badalamenti, attrice protagonista di tantissimi spot con la passione per il cinema, ci ha lasciato sulla pelle, nell’accoglierci nel suo primo appartamento. Un bijoux in cui i piccoli spazi diventano un esercizio di stile per soluzioni intelligenti e fresche, capaci di trasformare un monolocale nel cuore di Milano nella casa dei suoi sogni. Tra scandi, pastello e accenti tropical…

Queralt Badalamenti, Casa Piccola, Casa, Milano, Stile, Scandi, Attrice

Queralt Badalamenti: la mia prima casa

Definirla “bellissima” sarebbe troppo facile… e un pochino banale. La magia di Queralt Badalamenti è la capacità di trascinarti in un mondo di energie positive, sogni da realizzare e un inaspettato talento nel problem solving, nel trasformare un ambiente dalle dimensioni ridotte nella prima casa che ha sempre desiderato. E’ per questo che ci siamo “scelti”. Sì, perché tra Westwing e Queralt c’è un legame a doppio filo, un percorso condiviso che, ci piace pensare, ha portato fortuna a entrambi.

La prima volta di Westwing in Tv con Queralt

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Tu sei stata la protagonista, qualche anno fa, del primo spot televisivo di Westwing. Tra di noi c’è quindi un legame particolare, che ci ha finalmente fatto ritrovare qui a casa tua. Che ricordi hai di quella esperienza?

“Io ero agli inizi, avevo appena cominciato a fare pubblicità, ma non avevo mai girato niente di davvero importante. E poi non avevo ancora avuto l’onore di lavorare con Luca Lucini, un regista che ammiro. Ho sempre avuto la passione per l’arredamento, per le case. Una passione, fino a quel momento, inespressa. Sul set dello spot di Westwing ho iniziato a capire che ci sono stili diversi, oggetti che possono stare bene se combinati tra loro e altri che non trovano un punto di incontro. Così, dopo ogni giornata di lavoro tornavo a casa a guardare il sito. Quello che mi piace di Westwing è l’aver trovato una guida, un mondo di ispirazioni che non impone uno stile in particolare, ma aiuta a trovare il proprio grazie a un design elegante, accessibile e democratico”.

“Oggi non andrei mai a vivere in una casa già arredata. Creare un ambiente del tutto personale è importantissimo, perché questo diventa il tuo mondo, ti deve dare energia. Sono fiera del risultato”.

Casa piccola? Una sfida a prima vista

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Lo spazio a disposizione non è certo tantissimo, ma le idee non sono mancate. Una volta entrati in casa di Queralt, superato l’effetto wow di quel perfetto equilibrio di luci, colori e spazi nudi, ci vuole qualche secondo per rendersi conto che quello che si presenta come l’appartamento che ogni ragazza che va a vivere da sola sogna è in effetti un monolocale di ventotto metri quadrati. Una decisa smentita dello stereotipo delle dimensioni che contano, quando passione e strategia rappresentano la formula migliore.

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“Non è stato amore a prima vista. Mi spaventava l’idea di andare a vivere in un monolocale. Lo percepivo inizialmente come un limite e pensavo sarebbe stata una soluzione provvisoria. In seguito, anche grazie alla mia migliore amica, un architetto con tanta pazienza, ho capito che ogni angolo andava sfruttato al meglio e che in questa casa non avrei dovuto semplicemente sopravvivere, ma vivere al meglio creando il mio nido. I miei ventotto metri quadrati ora mi sembrano cento”.

Qual è stato il progetto alla base della tua idea di casa?

“Ho cercato di dare importanza alla luce, con colori pastello su sfondo bianco. La luminosità è importante. La scelta della palette abbinata a uno stile scandi rientrava nella strategia di rendere funzionale uno spazio abbastanza contenuto, attraverso soluzioni che trasmettessero una percezione di ampiezza maggiore. La combinazione perfetta di pulizia e geometria capace di portare con sé una sensazione di grande leggerezza visiva. Volevo entrare in casa alla fine di ogni giornata e letteralmente respirare una boccata d’aria fresca”.

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Lo stile? Questione di ingegno… fai da te

La continuità visiva che mette in comunicazione i diversi angoli dell’appartamento è uno dei segreti del successo nel progetto d’arredo di Queralt. Gli spazi sono in continua comunicazione, seppur ben definiti concettualmente grazie ai micromondi creati dalle composizioni degli arredi. Una scelta capace di dare ulteriore risalto alle soluzioni che la padrona di casa ha saputo trovare, senza perdere coerenza. Come accade con la parete finestra ai piedi del letto.

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“Il letto è stato il mio punto debole. Mi spaventava l’idea di trovarsi di fronte alla zona notte appena entrati, ma non volevo neanche costruire una parete. Desideravo una soluzione carina, non scontata, che potesse dare continuità all’ambiente nel suo insieme. Con l’immancabile aiuto della mia migliore amica, ho trovato questa idea su Pinterest. Preferendo materiali come il plexiglass al posto del vetro, e mdf al posto del legno, ho chiesto a un artigiano che conosco di realizzarla, risparmiando senza rinunciare al risultato che avevo in mente. Si è trattato di mettere in pratica un po’ di sempreverde ingegno “fai da te”.

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“Non mi piaceva l’idea di scegliere un banale comodino, sempre per non dare subito l’idea di trovarsi in una camera da letto. Ho preferito questa soluzione 3in1: comodino, baule e tavolino. Un complemento che potrebbe star bene sia in un salotto, sia in una zona notte. Io ho tutto insieme, quindi si trasforma in un elemento che divide e connette allo stesso tempo”.

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Accoglienza Chill-Out

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“Amo ricevere ospiti in casa, anche solo per un caffè o una fetta di torta. Avevo paura di non poterlo fare in un monolocale. Il tavolo all’ingresso, scandi e pulito, riesce invece a ospitare quattro o sei persone, grazie anche alla forma rotonda che non crea scomodi angoli di troppo.

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Il terrazzo, quando le finestre sono aperte, diventa quasi una stanza in più. L’ho arredato seguendo l’idea di un living a cielo aperto, dividendolo in due aree concettualmente definite ma strettamente in dialogo tra loro. Un angolo più relax, con divanetto e poltroncine, e uno con tavolo e sedie per cenare o fare colazione. Qui coltivo, in tutti i sensi, la passione per le piante. Specie per l’avocado, che ho piantato e spero fiorisca presto”.

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A proposito del ricevere, hai un tuo personale galateo?

“Nella mia casa non è possibile dedicare solo una zona a una serata con gli ospiti. L’evento si trasforma in un open party, proprio per motivi strutturali, che coincidono con la mia idea di convivialità. Apro le portefinestre, che sono due, quindi il flusso di persone che interagiscono e si muovono tra indoor e outdoor dà vita a una sorta di circolarità, che diventa il punto forte di quella condivisione. Anche se siamo in tanti, ci si siede sul letto, sul terrazzo, si raggiunge un livello di intimità molto informale. Con lucine, musica e un bicchiere di vino. Sono una convinta sostenitrice del chill-out”.

Nel dettaglio…

Piccoli accessori, facilmente riconoscibili e dotati di forte carisma rendono il risultato finale speculare alla personalità di Queralt: frizzante e mai scontata. Il vaso a forma di cuore Love in Bloom di Seletti, appeso alla parete accanto al letto, è uno dei nuclei attorno al quale ruota la storia dell’attrice e della sua casa.

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“E’un regalo che la mia migliore amica mi ha fatto quando sono andata a vivere da sola. E’ un cuore vaso: può essere vuoto, riempito o decorato. Ha una funzione multipla. In base a come mi sento, al mio stato d’animo, lo riempio, lo svuoto, lo decoro. Quando sono felice, non nego di comprare i fiori, per farmi un regalo. Sono una ragazza sentimentale… e single. Questo non vuol dire che io non debba essere amata. E chi meglio di me può farlo? Ho strappato alcune pagine da libri che fanno parte della mia vita e le ho rese ancora più importanti, incorniciandole per ritrovare energia e positività con uno sguardo”.

In cucina…

“Per quanto riguarda la cucina, ho preferito tenerla bianca, senza maniglie. Proprio per dare pulizia. Adoro cucinare, ma prevalentemente per gli altri. Sono molto brava. Non ho una specialità. Improvviso, dai primi ai secondi; faccio bene i dolci e preparo degli antipasti molto carini”.

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Ma il guardaroba?

“Ho dovuto fare una scelta. Come utilizzare l’antibagno? Comprare una lavatrice o un armadio, che non volevo nel living? Ovviamente, la necessità di un guardaroba ha avuto la meglio. Anche se non sono così appassionata di moda e vestiti, per motivi di lavoro devo poter avere un po’ di scelta”.

Tu sei un’attrice. La tua casa come interagisce con il tuo lavoro?

“La mia casa mi disintossica dallo stress del lavoro. Il bianco, la luce: una boccata d’aria fresca rispetto a una giornata di casting, con mille persone intorno che aspettano e ambienti cupi.

Quali oggetti ti fanno sentire davvero a casa?

“Sicuramente il letto, per errore troppo alto. L’ho comprato online e quando mi hanno chiesto la misura dei piedini devo evidentemente aver dato quella sbagliata. In realtà ora lo adoro, è un vero invito. Io mi ci tuffo, leggo, progetto. Potrei anche viverci. La vetrata e le lucine, un altro elemento del quale non posso fare a meno, riescono a creare una specie di rifugio onirico nel quale mi sento protetta”.

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“I cuscini rappresentano un altro must: la comodità è una delle mie aspirazioni. Li cambio, li ammucchio. Sul letto volevo disporne una quantità esagerata, ma ho rinunciato per non contraddire quel principio di leggerezza che ha guidato tutto il progetto d’arredo della casa. E poi le mie piantine, così piccoline e indifese”.

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Cosa ti auguri per te e per la tua (prima) casa?

“L’augurio che mi faccio è quello di essere felice, di continuare a ricevere da lei energia positiva e continuare a trasmettergliela. E’ come avere una relazione. Sicuramente cambieranno gusti e necessità. Ma tra cinquant’anni, quando ripenserò alla mia prima casa avrò un sorriso stampato in faccia. E’ il mio angolo di paradiso”.

 

Foto: Westwing

Alessandro Balia

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