A Casa di Flavia Arditi - I Segreti della Co-Fondatrice di Flawless

Romana di nascita, milanese d’adozione, Flavia Arditi è un’inguaribile sognatrice, curiosa per natura e grande appassionata di viaggi e avventure. Alla ricerca di una sua personalissima idea di perfezione – perché la perfezione universale, come sottolinea, non esiste -, e della bellezza in tutte le sue forme, Flavia Arditi ha subito il fascino di Milano al primo sguardo. È nato così il progetto Flawless – The Lifestyle Guide, la guida che racconta le migliori esperienze da vivere prima a Milano e poi nelle principali città italiane. Flavia Arditi ci ha accolti nella sua casa e ha condiviso con noi i suoi segreti, tra moda, design e ispirazioni.

Flavia Arditi: “la mia idea di perfezione”

Flawless in termini di moda, cultura, lifestyle. Ci spieghi meglio in cosa consiste la tua idea di “perfezione”?

Trovo attraenti le imperfezioni, viviamo in una società imperfetta di natura ed è questa la sua unicità. Tutti rincorrono la perfezione, ma la verità è che non esiste, è un concetto talmente soggettivo da non poter essere raggiunto in modo universale: in questo senso una giusta esaltazione della propria individualità – contrapposta all’omologazione – è più vicina al significato della parola stessa. Il termine “perfetto” se inteso come “compiuto”, “completo” è qualcosa di molto più raggiungibile.

Se penso alla moda, l’idea di perfezione per me è non voler piacere a tutti ma in primis a se stessi: trasmettere un messaggio attraverso il proprio stile, oltre che rafforzare l’identità individuale, credo che sia una delle possibilità più straordinarie offerte dalla moda, intesa nel suo senso più nobile, nonché come forma d’arte. Avere vivacità intellettuale, non smettere mai di essere curiosi, non reprimere le proprie emozioni e abbracciare la diversità: aprire gli occhi di fronte a tutto il bello che ci circonda e che fa parte della nostra vita quotidiana trovo che sia il modo migliore per sentirsi completi.

Una romana a Milano

Ci voleva uno sguardo “dall’esterno” per raccontare e consigliare le meraviglie della capitale della moda? Un po’ la solita storia dell’abitudine che nasconde la vera bellezza?

Ho amato Milano dal primo giorno in cui, 15 anni fa, ci ho messo piede per la prima volta. Mi ha conquistato con la sua difficoltà a lasciarsi conquistare, mi ha stupito ed abbracciato ma soprattutto mi ha fatto crescere e messo davanti a quello che non volevo vedere ed accettare di me stessa. Quando mi sono accorta che il tempo volava qui, ho capito quanto ci stessi bene e che sarebbe stata la mia città. Milano non è facile, ma offre continue opportunità: in questo senso per me è Flawless, l’“El Dorado” italiano per chi intende raggiungere obiettivi concreti, la città del “se vuoi, puoi”.

Da sognatrice, mi sono sempre guardata intorno con occhi attenti a cogliere le sfumature più nascoste, i dettagli, e mi sono accorta di quanto meritasse di essere raccontata, a prescindere da tutto: Milano è fiorita negli ultimi anni, quindi è stato ancora più facile coglierne la bellezza. Così sei anni fa, nel 2014, insieme ad altri soci, abbiamo deciso di concretizzare quest’idea fondando Flawless – The Lifestyle Guide.

Flawless Milano – The Lifestyle Guide

Flawless Milano è un collettore di esperienze ed emozioni. Le scelte delle location e dei luoghi che racconti sono quindi fatte di pancia o cerchi anche di cavalcare trend che, in una città come Milano, hanno comunque un fascino assolutamente peculiare?

Le scelte di pancia vanno bilanciate anche alle richieste di mercato e all’interesse dei lettori. In questo senso un trend rispecchia un volere condiviso e per questo è impossibile ignorarlo senza restare indietro, sebbene vada interpretato. Il fil rouge che accomuna le nostre scelte editoriali ha sempre un’impronta marcata e chiara: rispecchia la nostra soggettiva idea di perfezione.

Moda e Milano: un connubio indissolubile di cui ho letto tu dai un’interpretazione più romantica.

Lo confermo, Milano e la Moda non possono prescindere l’una dall’altra. Si esaltano e traggono energia reciprocamente. La moda riesce a vestire Milano come nessun’altra città, ricreando e attualizzando meravigliose immagini del passato, senza mai dimenticarsi di guardare avanti.

Moda: creatività e personalità per sentirsi bene

Il concetto di moda di Flavia Arditi è in ogni caso legato a quello di sentirsi bene.

Come anticipavo, il sentirsi bene e a proprio agio quando si indossa un abito è la parte più importante, è la base per avere l’attitudine giusta nonché per esprimere la propria personalità senza snaturarsi. Liberare la propria creatività tramite la moda è il modo più immediato che ognuno di noi ha per sentirsi “perfetto”.

Il velluto, in termini di accessori, è una tua passione: perché?

Il velluto è simbolo di eleganza, non solo negli accessori: è un tessuto morbido, eclettico, dalle mille sfumature. Amo la sua versatilità, che consente di reinventarne la destinazione d’uso, così come il modo in cui riesce a ipnotizzarmi. Inoltre, trovo che conferisca un tocco sofisticato e chic ad outfit e ambienti, se dosato bene.

Milano e oltre: il respiro internazionale di Flawless

Il progetto Flawless Milano si è esteso anche a Firenze e Torino. Quali saranno le prossime tappe? So che Roma e Bologna sono due cantieri papabili.

Flawless è un progetto che è nato sulla città di Milano, ma che oggi ha un respiro molto più ampio. La naturale evoluzione di Flawless è di arrivare ad avere un raggio d’azione internazionale, anche grazie al nuovo sito flawless.life, raccontando il meglio di tutte le città coinvolte. Abbiamo la fortuna di vivere in uno dei paesi più belli al mondo, e questo sarà sicuramente il punto di partenza per una futura espansione.

Quali sono i punti in comune e le differenze sostanziali nel vivere le città? Si può parlare di trend in termini di ricerca di esperienze metropolitane?

L’Italia è un Paese peculiare, identificato da forti caratterizzazioni regionali seppur accomunato dalla ricerca costante per “il bello”, parte integrante del suo DNA. I trend sono ciclici sebbene non contemporanei: si adattano ai ritmi delle città e dei loro abitanti e prendono piede solo quando si è pronti ad accoglierli. Per questo, anche nel food ad esempio, molte tendenze che partono da Milano solo dopo qualche anno arrivano a Firenze, Roma o Torino.

Hashtag e filtri: la quotidianità ai tempi di Instagram

Le città ai tempi di Instagram: come si raccontano? Filtri, hashtag: che consigli daresti?

Si raccontano nella quotidianità, condividendo momenti di vita reale dalla colazione fino al dopocena. Si raccontano facendo vedere cosa succede, quali sono i propri angoli preferiti, tramite il lavoro e gli amici. Mi sono appassionata alla fotografia proprio grazie ad Instagram e adoro utilizzare i filtri, soprattutto su Lightroom. Per il mio carattere la coerenza visiva fa parte del messaggio stesso e rispecchia la personalità come un abito, bisogna trovare il proprio. A chi vuole raccontarla consiglierei prima di tutto di capire in che modo e a chi rivolgersi e poi di effettuare una ricerca accurata di tutti quei profili “aspirazionali” a cui tendere, da prendere come esempio.

Gli hashtag sono importanti per farsi trovare, per questo non bisogna smettere di chiedersi cosa si aspetta di vedere chi cerca un profilo come il nostro. Aprite il pc e cercate di costruire un vostro gruppo mirato, e se avete iniziato da poco, meglio privilegiare gli hashtag meno utilizzati ma maggiormente identificativi, in modo da restare più tempo in visibilità nelle relative pagine di ricerca.

La casa di Flavia Arditi: amore a prima vista

Raccontaci la tua casa: la prima impressione è quella di trovarsi in un contesto intimo e rilassante, giocato su una palette di toni neutri.

Progettare e arredare casa è stata un’esperienza bellissima e allo stesso tempo intensa. Devo ringraziare molto il nostro architetto Tim Watson per la sua visione e professionalità, ma soprattutto per aver saputo interpretare alla perfezione i nostri gusti. È stato amore a prima vista, sin dall’inizio quando era ancora un cantiere. Ci ha colpito subito la sua luminosità, anche nella giornata più grigia. Il risultato finale è andato ben oltre le aspettative: un ambiente che ci rispecchia completamente. Abbiamo voluto dare importanza al corpo centrale della casa, la zona living con cucina a vista, concepita come luogo accogliente, perfetta fusione dei nostri diversi stili, che qui – dove passiamo la maggior parte del tempo – si fondono e ammorbidiscono insieme.

I colori sono neutri e rilassanti ma non mancano tocchi più decisi che conferiscono personalità agli ambienti, come la parete 3D in cucina di ceramiche smaltate color bronzo, i lampadari color oro satinato, oppure la texture dei cuscini e delle sedie e sgabelli in velluto. Al centro della casa una grande libreria, anziché una parete, per separare la zona living dalle camere, in modo da lasciare intimità senza creare una barriera. Ogni ambiente ha il proprio protagonista, che sia un oggetto, un mobile o un colore, come ad esempio il tavolo in marmo di Carrara, con le sue venature e la struttura in ottone, oppure la carta da parati nelle stanze, un tocco di carattere che ne definisce l’atmosfera.

L’illuminazione appare un elemento fondamentale, messa in risalto dal dialogo tra quella naturale e quella artificiale.

Come anticipavo la prima cosa che ci ha fatto innamorare di questa casa è stata proprio la luce. Riuscire ad esaltarne la naturale bellezza è stato merito dell’architetto, che ha utilizzato l’illuminazione per caratterizzare i diversi ambienti, combinando la scelta di pezzi di design alla funzionalità degli stessi, al fine di creare atmosfere suggestive.

Tra fashion e design

Come traduci il tuo amore per la moda nell’arredamento? Un oggetto deco sta alla casa come un gioiello a un viso? Da quel che vediamo, gli accenti di colore sono dati soprattutto dai cuscini e dalle sedute con texture vellutate (immancabili, vista la tua passione).

Seguo lo stesso schema che utilizzo nel vestire anche per arredare. Il mio stile è frutto di un mix di ispirazioni classiche e contemporanee: come mi piace inserire nel guardaroba pezzi unici vintage, così per la casa ho cercato dei pezzi di antiquariato e modernariato in grado di aggiungere quel tocco retrò che non guasta mai. La Boiserie che si snoda lungo il corridoio, senza soluzione di continuità con le porte, è un altro elemento che racconta questa convergenza di stili.

Qual è il ruolo dell’iconografia? In una sorta di coerente storytelling, libri e foto sembrano portare in casa ritmi e suggestioni rubati a passerelle e scorci metropolitani.

Da figlia unica, sono cresciuta tra i libri: sono quel tipo di persona che può stare giorni in compagnia di un libro senza sentirsi mai da sola e soprattutto senza annoiarsi mai. Per questo mi hanno fornito il modo più concreto per coniugare la mia passione per moda, fotografia e viaggio con quella per l’arredamento. L’iconografia ha un ruolo fondamentale perché mi consente di esprimere con facilità i miei interessi e al tempo stesso mi ricorda sempre di sognare, raccontando e ricordando quello che amo. Ogni volta che torno a casa e guardo la libreria mi sento soddisfatta e motivata ad aggiungere un pezzo alla collezione.

Le ispirazioni mix&match di Flavia Arditi

Il parquet spigato, il pavimento a nido d’ape, la parete 3D e le venature del marmo. Sembra tu abbia voluto creare dei contrasti che definiscono a livello concettuale i diversi ambienti, ma che finiscono con il richiamarsi in un fil rouge estremamente contemporaneo. Ci racconti questo Mix&Match?

La casa è letteralmente avvolta dal parquet in rovere naturale a spina di pesce francese: è stata una delle scelte più difficili, abbiamo cercato di valorizzare gli ampi spazi tramite il materiale e il risultato è stato sorprendente, un’emozione pura. Come dicevo ogni ambiente ha il suo protagonista, il fil rouge, forse, è proprio il parquet.

Ad ognuno la sua: la cabina armadio

Arriviamo alle vostre cabine armadio. Qui i contrasti si accentuano, come succede nei bagni e sulle pareti all’ingresso. Pura scelta stilistica o strategia?

Scelta stilistica. Nelle rispettive cabine armadio e bagni, mio marito Daniele Siciliano ed io siamo riusciti a far uscire appieno le nostre personalità adottando stili completamente diversi: lui più minimal, ha giocato su toni scuri e sfumature dark mixati a richiami scandinavi, io mi sono sbizzarrita nell’utilizzo dei miei colori e materiali preferiti.

Less is more e i buoni propositi di Flavia Arditi

Ci dai qualche consiglio su come organizzare l’armadio?

Sono della Vergine, davvero molto precisa. Il primo consiglio che mi sento di darvi è che “less is more”. Liberatevi di tutto quello che non utilizzate e che occupa solo spazio, facendo confusione. Un armadio pulito valorizza i capi custoditi e sarà immediato trovare i giusti abbinamenti. Come su Instagram, adoro la coerenza visiva, per cui alla suddivisione per categoria preferisco, quando necessario, seguire le palettes cromatiche. Mi rilassa e mi dà un senso di ordine.

Concludiamo con i buoni propositi: quali sono i luoghi imperdibili da visitare per iniziare il 2020 alla grande secondo Flavia Arditi?

Tutti quelli che non abbiamo ancora provato o visitato. Sperimentare è il modo migliore per scoprirsi, senza dimenticare però le abitudini più care, quelle sane. Ogni tanto, quando ho bisogno di pensare, mi concedo una passeggiata durante la notte tra i vicoli di Brera, oppure mi alzo all’alba e aspetto che la città si svegli mentre gusto la mia colazione preferita. Amo vivere il momento e perdermi nel posto del cuore. Trovate il vostro e lasciatevi conquistare dalle cose semplici, fatte con calma. Vivete offline e quando siete appagati dall’esperienza condividetela anche online. Ecco il mio consiglio per iniziare questo 2020 alla grande.

Foto: Francesco Romeo per Westwing

Marianna Vinciguerra

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