Isabelle Tuchband - La mia casa a regola d'Arte

E’ l’anima creativa del Brasile, raccontato attraverso i suoi colori. Isabelle Tuchband, artista eclettica e onirica, ci ha accolti nella sua casa a San Paolo, in un’esplosione cromatica in cui lo stile diventa il linguaggio per amare se stessi, tra arte, spiritualità e passi di danza.

Isabelle Tuchband, Brasile, Stile, Colori, Casa, Arte, Pittrice

A casa di Isabelle Tuchband – Il mio stile tra arte, colori e ritmo

“Una carovana gitana”. Così Isabelle Tuchband ci introduce nel mondo in divenire che rende magica la sua casa. Sì, perché la donna che interpreta i mille volti della contemporaneità racconta una vita trascorsa tra il Brasile e l’Europa, tra il carisma carioca di Rio de Janeiro e le avanguardie di quella Parigi in cui è nato suo padre. Emile Tuchband, vera icona dell’architettura e della pittura del nostro tempo, grande amore e continua fonte di ispirazione per Isabelle, che con le sue opere rende concreto un mondo fatato, forte di una spiritualità pervasa dalla figura di sua madre. Suggestioni e influenze diverse, unite dal fil rouge della danza, ennesima sfaccettatura del percorso di un’artista che ha saputo colorare il ritmo della vita.

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Isabelle Tuchband ci appare come un esplosivo connubio creativo tra la cultura brasiliana e quella francese. Tuo padre, pittore, è stato per te una fonte di ispirazione. Come riesci a far dialogare questi due mondi: l’energia incontenibile dell’arte brasiliana e quella più celebrativa della tradizione francese?

“Sono stata fortunata a nascere in un atelier. Mio padre, Emile Tuchband, è stato il mio maestro da sempre. La mia vita è trascorsa attraverso un percorso di diverse sinergie: il dualismo Europa/Brasile, le differenti religioni, ebraismo e cattolicesimo; la genuinità di San Paolo, dove sono nata, e la dimensione glamour di Rio de Janeiro che respiravo a casa di mia nonna, a Urca. E poi le influenze artistiche di Parigi, di Saint-Tropez, della Provenza. Una grande eredità ricevuta da mio padre. La mia infanzia è stata ricca d’amore e di stimoli culturali. Sono sempre stata circondata da persone interessanti, provenienti da tutto il mondo: donne straordinarie, mondi esotici che si incastravano con la mia quotidianità, eclettica e multisfaccettata”.

Tu hai un passato da ballerina: balletto classico e flamenco ancora una volta creano un mix originale che aggiunge alla tua personalità un’anima fortemente eclettica. E’ per questo che la tua casa ci appare, permettici la definizione, caratterizzata da un ritmo riconoscibile e personale, nell’incontro tra colori e iconografia? Di sicuro, possiamo dire che si tratta di uno stile libero da ogni schema predefinito…

“Il sogno di mio padre era quello di essere un ballerino classico poiché sua madre, Clara Tuchband, ballava all’Opéra di Parigi. Era ossessionato da lei e dal suo modo di danzare. Così, all’età di tre anni io ero già nel mondo del balletto. Quando vivevo a Parigi, nel 1988, sono entrata nella compagnia di danza di Antonio Gades, nella trasposizione teatrale del film “El amor brujo”. Ho conosciuto lui e tutti i ballerini, compreso il regista della pellicola originale, Carlos Saura. Da allora il flamenco non ha mai lasciato la mia anima, come racconta il mio tatuaggio Soy Flamenca“.

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“Dobbiamo avere il coraggio di essere più bambini, giocare di più. E’ a questo che serve la casa. Qui mi sento in vacanza, in totale relax. Come dentro una barca che attraversa il mare calmo dell’oceano. La mia insegnante di Kabbalah mi ha fatto capire che abbiamo due cuori, uno nel nostro corpo fisico, un altro costituito dalla nostra casa”.

Living in armonia

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Osservando il tuo living, il filo conduttore per quanto riguarda gli arredi e il parquet è il legno. Elemento spesso proposto in tonalità scure, quasi a riportare un po’ d’ordine nel contesto iper-colorato e carismatico della tua casa. Nel tuo mondo fatto d’arte e suggestioni, hai seguito un progetto particolare nell’arredare la tua casa?

“Questa è una casa originale del 1940. Sono qui da pochissimo tempo. Quando sono entrata ho chiesto l’aiuto di un angelo per trovare l’ispirazione e la giusta direzione per realizzare tutto con grande armonia. Dopotutto, decorare una casa è per me come dipingere un quadro. Il complesso deve essere legato da un ritmo comune. Mi piace molto il Feng Shui. Ho appena letto il libro di Marie Kondo sull’organizzazione e mi è stato davvero utile”.

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La sala da pranzo opta per un total pink sulle pareti, mentre in camera da letto troviamo un rosa più soft che si fonde con una cornice verde lime. Qual è per te il ruolo del colore, a livello strutturale, nel definire l’anima e l’atmosfera degli ambienti?

“La sala da pranzo è per me il posto più importante. Un sogno divenuto realtà, che apparteneva a mio padre, composto da arredi in stile Luigi XIII, arrivati in Brasile via mare quando lui si sposò. Provo una grande gioia nell’essere circondata da questi complementi, con un legno così vecchio, carico di memoria. Oggi mio figlio Max Joseph si siede a capotavola come faceva mio padre. Per questo ambiente ho scelto un color goiaba, frutto tropicale molto profumato del Sud America, che mi ricorda la mia infanzia e si presenta con una palette molto appetitosa”.

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“Per il rosa in camera da letto sono stata ispirata dal topazio, una pietra che appartiene alla storia e alla cultura brasiliana. Ho un forte legame con le pietre e le loro innumerevoli proprietà benefiche. Il rosa, per esempio, è il colore dell’amore. Volevo sentirmi come dentro un quarzo. Il verde mela mi regala invece una gioia infinita, pura felicità”.

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Vissi d’arte… I colori del Brasile

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I tuoi quadri appaiono disposti in modo quasi casuale, spesso poggiati al pavimento con un effetto “impilato”, proprio come nello studio di un artista. E’ un tuo linguaggio stilistico o è una conseguenza del continuo flusso creativo che ti caratterizza?

“Sono molto spontanea. Ogni cosa trova il proprio posto in maniera del tutto naturale. A volte appesi, a volta appoggiati sul pavimenti, i dipinti si muovono attraverso la mia casa atelier”.

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Moda e piccolo deco: che ruolo hanno gli accessori nel variopinto paesaggio della tua casa? Ti piace spostarli e abbinarli in maniera sempre diversa?

“Sono molto legata alla moda. La amo. Anche questo legame fa parte dell’eredità di mio padre. Viveva il rapporto con mia madre con grande passione e a Parigi le ha portato tantissimi vestiti: Yves Saint Laurent, Dior, Courrèges, Céline e Pierre Cardin. Ecco perché seguo la filosofia del vivere circondata da cose belle. Lui era un esteta, un giorno mi disse: “A Dio piacciono bellezza e pulizia. Ciò che è bello oggi, lo sarà per sempre”.

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Parliamo del tuo giardino: indoor e outdoor sembrano dare vita ad un continuum che trasforma la tua casa un luogo da vivere all’interno come all’esterno. E’ così?

“Abbiamo una passione per i giardini, è una caratteristica della nostra famiglia. Ad un certo punto, ci siamo trasferiti in una casa dell’architetto Oscar Niemeyer, con il giardino realizzato da Roberto Burle Max, icona dell’architettura paesaggistica e botanica brasiliana. Prendersi cura delle piante è davvero difficile e richiede grande attenzione, ma anche loro comunicano con me, fanno parte della mia famiglia”.

Quali sono i complementi che più raccontano la tua casa, gli oggetti che hai cercato con più passione, i dettagli ai quali sei più legata?

“Sono molto legata a ogni quadro di mio padre. Ognuno racconta una parte di lui. E per me, come pittrice, questi rappresentano un punto di riferimento per la mia arte. Adoro poi i miei libri e i miei CD, lavoro sempre con la mia colonna sonora, che è alla base di tutto ciò che faccio. La musica è l’alimento che nutre la mia creatività”.

Ci racconti come nasce una tua opera? L’ispirazione, la realizzazione. Insomma, com’è Isabelle Tuchband al lavoro?

“Mio padre mi raccontava sempre che ho iniziato a dipingere prima ancora di leggere e scrivere. Ha detto che quando mi ha vista per la prima volta nella culla ha pensato che sarei diventata un’artista. Amo quello che faccio. In effetti, vivo in un quadro… Respiro arte, ne sono ossessionata. Ma quando ho compiuto cinquant’anni ho capito di dover trovare un equilibrio nella vita”.

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“Seguo l’insegnamento di Socrate, riassunto in tre frasi per me fondamentali: ‘Niente eccessi; E’ difficile essere buoni; Conosci te stesso’. Oggi faccio meditazione, yoga, studio la Kabbalah, ballo. Amo stare con la mia famiglia, i miei amici e i miei clienti”.

Vogliamo salutarci con una piccola confidenza. Ci sveli un tuo segreto, qualcosa che pochi sanno e ti piacerebbe finalmente condividere? In fondo, rimane tra queste mura…

“Il mio segreto è che mi piace stare tutto il giorno in pigiama. Adoro dipingere mentre lo indosso. Sono una vera pijama girl!”.

 

Foto: Westwing 

Studio di Isabelle Tuchband: Rua Conselheiro Torres Homem, 479 – Jardin Paulista – CEP 1432-010 – São Paulo – SP

 

 

 

 

 

Alessandro Balia

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