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fabio novembre nemo per driade

Nelle pagine della critica patinata, Fabio Novembre è stato definito un artista pop. Una definizione ben accolta dal designer, nella sua accezione di popolare, che per lui significa vicino ai sogni delle persone. Novembre è, infatti, un designer capace di interpretare i desideri contemporanei e avvicinare il gusto del pubblico grazie a creazioni che sono sia esteticamente piacevoli, che scrigni per un messaggio più elevato. Ecco la sua storia.

Biografia

Fabio Novembre è un designer leccese, è nato nel 1966 e si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dove vive e lavora e dove c’è la sua casa-studio. Dopo la laurea, frequenta un corso di regia cinematografica alla New York University e nel 1994 riceve il suo primo incarico da architetto: il negozio Anna Molinari Blumarine a Londra.

Dal 2000 al 2003 è stato Art Director di Bisazza e dal 2001 iniziano le collaborazioni con aziende del design come Cappellini, Driade, Meritalia, Flaminia, Casamania.

Deve la sua fama ai numerosi progetti per ristoranti, negozi e allestimenti per mostre, realizzati in Italia e all’estero.

È Direttore della Domus Academy, fa parte del comitato scientifico per il nuovo Museo del Design della Triennale, è Art Director di Driade e curatore di mostre: forse è più semplice chiedersi cosa non è Fabio Novembre.
Fra i suoi progetti più famosi ci sono gli showroom per Bisazza di Berlino e di New York, quello romano per Stuart Weitzman, ma anche il campus Lamborghini, e il nuovo il quartier generale della squadra del Milan, di cui ha ridisegnato anche il logo.

Ha collaborato anche con il Comune di Milano, con le mostre “Insegna anche a me la libertà delle rondini”, nel 2008, e “Il fiore di Novembre” al Triennale Design Museum, nel 2009, e con l’allestimento dedicato al Comune, per l’Expo di Shangai, all’interno del Padiglione Italia.

Filosofia e ispirazioni

Dallo stile inconfondibile e impossibile da etichettare, Novembre è elegante e pop, veste il rock, ma con uno spirito zen, incarnando contraddizioni che sposa con allegria.

Si definisce “erede del Movimento Futurista”, in quanto le sue creazioni sono impregnate di dinamismo, sembrano quasi colte nel momento di massima tensione e sforzo, hanno sempre gli angoli smussati e sono il risultato di una continua ricerca di semplificazione della complessità.

Al di là delle forme, quello che conta per lui è l’essenza, la poetica dell’oggetto di design.

Ogni creazione di Novembre racconta di una realtà che si spinge oltre la fattualità, arriva a essere metafisica. Le risposte che cerca con le sue opere? L’identità perduta e ritrovata, le infinite declinazioni dell’Io, la dialettica tra Essere e Apparire.

5 opere di Fabio Novembre

Difficile scegliere solo alcune opere per inquadrare la sua prolifica produzione: la parola d’ordine è interdisciplinarità e lui stesso parla di sé come un progettista, quindi non legato a una specializzazione particolare del design. Proviamo a riassumere il suo stile con alcune realizzazioni famose.

La Sedia Nemo per Driade

fabio novembre sedia nemo per driade

Dalla collaborazione con Driade nasce Nemo: la seduta più celebre, enigmatica e affascinante degli ultimi anni, un volto ispirato alle statue dell’Antica Grecia.

Un oggetto in cui ricerca estetica minimalista e poetica metafisica si incontrano per dar forma a una seduta in cui non rinuncia a funzionalità e praticità quotidiana. È un unico blocco in polietilene, rosso, nero, bianco o grigio.

Lo Showroom per Bisazza di Berlino

La collaborazione con l’azienda veneta produttrice di mosaici di vetro per pavimenti e rivestimenti segna per l’architetto uno dei momenti di maggiore notorietà. Insieme allo spazio di New York, questo showroom a Berlino è una delle opere più famose nate dal matrimonio artistico con Bisazza.

Per l’azienda, Novembre ha curato l’allestimento dello showroom, in cui le vetrine ospitano due immensi occhi, uno azzurro e uno marrone, realizzati in tessere di mosaico di vetro, in omaggio a David Bowie. All’interno, lo spazio diventa uno scrigno prezioso in cui il fulcro dell’ambiente è un’imponente maschera-totem dorata.

La Hit Gallery di Hong Kong

Concept store per il gruppo Ittiere, questo spazio è ispirato all’architettura italiana, per l’impianto simmetrico e l’utilizzo delle arcate, ma la mano di Novembre lo trasforma in un luogo surreale e metafisico.

Il pavimento, in bianco e nero, ha un movimento che ricorda una spina di pesce. I colori delle pareti passano dal ceruleo al celeste senza soluzione di continuità, per fare da sfondo neutro alle opere esposte. Uno di fronte all’altro, al centro del negozio, ci sono due busti che sembrano quasi uscire dal pavimento.

Le Muse per Venini

Un omaggio esplicito alla metafisica di De Chirico, queste sculture luminose sono state realizzate per l’azienda Venini, storica vetreria di Murano famosa soprattutto per i suoi vasi. Anche queste, proprio come le opere di De Chirico, sono ispirate ai manichini da sartoria e realizzate in vetro opalino dai diversi colori, e la base della testa è in marmo di Carrara. Ne esistono solo nove pezzi per ogni colore.

Le Trulli per Kartell

Con le Trulli, Fabio Novembre omaggia la sua terra d’origine, la Puglia, dando a questi centrotavola di plastica colorata e trasparente la forma delle tipiche architetture delle case di Alberobello. Case quasi magiche, in pietra a secco, con i tipici pinnacoli che qui sono trasformati in i tetti-coperchio.

Ti piace il design e vuoi conoscere la storia dei pezzi più iconici? Te le raccontiamo noi, nella sezione dedicata ai designer che i nostri esperti hanno curato per te.

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