Come fare la spugna di luffa

Ridurre la quantità di plastica che finisce nella differenziata o nel residuo secco è una sfida quotidiana impegnativa. A volte si ha la sensazione di dover svuotare il mare con un cucchiaio, eppure non è così: ogni gesto conta e ogni cosa nuova che impariamo è fonte di inspirazione: come fare la spugna di luffa in casa, ad esempio. Hai mai pensato di autoprodurre le spugnette per lavare i piatti o le spugne esfolianti per il corpo? Se pensi che sia troppo difficile, ti faremo cambiare idea con la nostra mini-guida!

Cos’è la luffa?

Gli appassionati di autoproduzione la conoscono ormai da anni. Di semplice coltivazione, la luffa è una pianta versatile che produce ortaggi commestibili e, a fine ciclo, una spugna vegetale utile per l’igiene personale e per le pulizie di casa. La specie coltivata a questo scopo è generalmente la luffa cylindrica, all’apparenza simile a una zucchina e come questa appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Si tratta di un rampicante annuale che cresce vigorosamente in altezza, producendo frutti allungati che nel tempo si disidratano, riassorbendo la polpa e conservando il corpo fibroso presente all’interno della buccia. Opportunamente trattato, quest’ultimo può diventare una fantastica eco-spugna, naturale, compostabile e anallergica: insomma, amica della pelle e dell’ambiente al 100%. Ecco gli step da seguire.

Come coltivare la luffa in casa

Come fare la spugna di luffa? Anzitutto dovrai procurarti i semi acquistandoli online o presso un rivenditore specializzato. Puoi coltivare la luffa in giardino o anche in terrazzo, a patto di prevedere dei sostegni solidi su cui far arrampicare una pianta, come una rete o un tutore per rampicanti. La cosa migliore è disporre di un pergolato che, mese dopo mese, verrà completamente rivestito dalla luffa, offrendo ristoro nelle giornate torride.

Dopo qualche settimana dalla semina – da eseguire in primavera – spunteranno le prime foglioline e la pianta comincerà a emettere i viticci per aggrapparsi al supporto. Ricordati di annaffiare regolarmente: la luffa è molto produttiva e di conseguenza piuttosto assetata. Seguiranno i fiori, gialli come quelli delle zucchine e come questi suddivisi in fiori maschili e femminili. Da questi ultimi si svilupperà il frutto, inizialmente verde e commestibile (anche se non prelibato). Lasciandolo maturare sulla pianta, noterai che a inizio autunno sarà ormai completamente essiccato e avrà assunto una colorazione scura, tendente al marrone. È questo il momento di raccogliere la luffa e di creare le tue spugne fatte in casa.

Suggerimenti:

Spugna di luffa fai da te: come fare

Per ottenere la spugna vegetale dovrai anzitutto pulire la luffa, eliminando accuratamente la buccia con l’aiuto di un taglierino. Dopo aver inciso l’estremità, fai uscire i semi contenuti all’interno, eventualmente aiutandoti con una pinzetta per prelevare i più ostinati. Non buttarli: puoi conservarli per la primavera seguente, evitando così di doverli riacquistare di anno in anno. Come salvare i semi di luffa? Assicurati che siano perfettamente asciutti. Eventualmente lasciali al sole o in un luogo secco e ventilato per qualche giorno così da eliminare ogni traccia di umidità. A questo punto riponili ben chiusi e al riparo dalla luce.

Dopo aver eliminato la buccia e i semi, dovrai sbiancare la luffa per migliorarne l’aspetto e rimuovere eventuali macchie. A questo scopo puoi metterla a bagno in acqua, evitando possibilmente l’uso di candeggina. Come vedi si tratta di un procedimento molto semplice che richiede solo un po’ di attenzione e di pazienza. Se coltivata coi dovuti accorgimenti, ogni pianta di luffa può fornire una buona quantità di frutti. Dedicando uno spazio adeguato alla sua coltivazione potrai rifornirti di spugne vegetali (per i piatti e non solo) per gran parte dell’anno.

Come usare la spugna di luffa

Dopo aver visto come fare la spugna di luffa, approfondiamo i suoi possibili utilizzi. Fra i più interessanti c’è l’esfoliazione del viso e del corpo. Grazie alla fibra naturale e anallergica, la nostra spugna ecologica è perfetta per uno scrub delicato. Puoi usarla sotto la doccia o impiegarla per detergere la pelle del viso e per rimuovere le cellule morte. L’importante è sciacquarla e strizzarla bene dopo ogni utilizzo. Ricordati di appenderla per far sì che si asciughi completamente ed evitare che trattenga impurità e batteri.

Oltre a usarla come accessorio per la detersione e l’esfoliazione, puoi impiegare la spugna vegetale per le pulizie domestiche. La luffa, ad esempio, è ottima per lavare i piatti in alternativa ai prodotti fabbricati con derivati del petrolio e dannosi per l’ambiente. Infine, una domanda classica: quanto dura una spugna di luffa? La risposta dipende dal tipo di utilizzo (e dall’asciugatura più o meno accurata). Usandola quotidianamente per il lavaggio dei piatti, ad esempio, dovrai tendenzialmente sostituirla dopo qualche settimana. A maggior ragione se vuoi usarla per il corpo: meglio sostituirla dopo un mese, non di più, per stare tranquilli.

Se sei in cerca di altre guide e consigli, dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata al “Fai-da-te” e mettiti alla prova!

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