Pareti divisorie

Negli appartamenti moderni una delle soluzioni più apprezzate è l’open space. Riducendo al minimo l’ingombro, grazie alle scelte di arredo e alla mancanza di pareti che dividono gli spazi, questa tipologia abitativa garantisce il massimo del comfort anche in appartamenti dalla metratura ridotta. Tuttavia nel corso del tempo potresti sentire la mancanza della tanto amata privacy, oppure la necessità di trasformare una parte della casa, ad esempio per creare una cameretta per i tuoi bambini. Come fare? Le pareti divisorie vengono in tuo aiuto. Ne esistono tanti modelli, a partire dal cartongesso fino agli eleganti pannelli scorrevoli. Osserviamo allora insieme quali sono le tipologie più diffuse e soprattutto tagliate sulle tue esigenze.

A cosa servono le pareti divisorie?

Le pareti divisorie, come facilmente intuibile, servono per suddividere gli spazi all’interno di un’abitazione. I motivi per compiere questa operazione possono essere svariati. Bisogna innanzitutto considerare il proprio gusto personale, il quale purtroppo con il passare del tempo è soggetto a cambiamenti.

Uno degli ambienti in cui le pareti divisorie sono maggiormente sfruttate è l’open space. Grazie al loro utilizzo è possibile suddividere gli ambienti in maniera rapida, economica e non invasiva. Infatti le strutture in cartongesso, plexiglass ma anche in legno sono molto più leggere e meno spesse rispetto ad una classica parete in muratura. Ciò significa poter dividere le aree dell’appartamento senza limitare la tua libertà di movimento.

Torniamo per un momento al gusto personale. Con lo scorrere degli anni in un open space potresti non apprezzare più la vista della cucina dal salotto, o peggio ancora potresti infastidirti per gli odori che dai fornelli si diffondono nell’intera casa. Ecco, in questo caso le pareti divisorie ti aiutano a rinnovare l’ambiente. 

Le pareti divisorie sono anche un valido aiuto nel caso tu voglia cambiare tipologia d’arredo tra la cucina e il salotto. In un open space si cerca sempre di mantenere un filo conduttore tra gli arredi per rendere la casa armoniosa. Grazie alla presenza di una parete in cartongesso o un telaio in legno è possibile azzardare con arredi dalle caratteristiche diverse senza che entrino in palese contrasto tra loro. Dividere gli spazi della propria casa può essere frutto poi delle rinnovate esigenze familiari. La nascita di un figlio spesso vuol dire anche ritagliare una cameretta tutta per lui. Quando non c’è la possibilità di trasferirsi in una casa più grande, la scelta più semplice è proprio quella di ricorrere alle pareti divisorie.

Tipologie di pareti divisorie

Come già accennavamo qualche riga più su, esistono diverse tipologie di pareti divisorie. Dall’economico cartongesso, ai telai con pannelli fino alle semplici tende. Insomma ce n’è per tutti i gusti. Scendiamo allora nel dettaglio per comprendere quale versione si adatta meglio alle tue esigenze.

Pareti divisorie in cartongesso

Il cartongesso è il materiale comunemente più usato per creare delle pareti divisorie. È particolarmente leggero ed anche i tempi di realizzazione sono molto brevi: solitamente nell’arco di una giornata si realizza una parete in cartongesso. 

Questa tipologia di pareti è anche molto pratica in fase di ristrutturazione: in una struttura in cartongesso possono essere inseriti i fili di un impianto elettrico, ma anche una porta di comunicazione. Inoltre possono essere coibentati riducendo al minimo la trasmissione dei rumori. I vantaggi per il cartongesso non terminano qui: è facilmente smontabile e particolarmente economico ( dai 35 ai 50 euro al metro quadro).

Pannelli divisori

Un’altra ottima idea per tornare a godere di un po’ di privacy tra le mura domestiche è rappresentata dai pannelli divisori. Hai due opzioni a tua disposizione. La prima installare una struttura a telaio da ricoprire con pannelli di materiali differenti. Puoi scegliere tra il legno, il bambù, il plexigas oppure il moderno laminato.

I pannelli sono una soluzione particolarmente elegante e leggera. A tutto ciò si può aggiungere la praticità dei pannelli scorrevoli. I materiali sono sempre i medesimi -legno, plexiglas o laminato -, ma vengono installati su due binari che permettono di aprire e chiudere le pareti divisorie a seconda delle necessità. In base al modello i pannelli scompaiono ripiegandosi a libro o a cassetto. È una soluzione originale e di grande impatto estetico, ma anche la più costosa: i prezzi al metro quadro oscillano tra i 60 e i 200 euro.

Tende divisorie

Le tende divisorie sono probabilmente la versione più economica ed anche meno impegnativa. Installarle è molto semplice: basta inserire i binari per lo scorrimento lungo il perimetro dell’area che si vuole isolare.

Le tende vanno scelte possibilmente in un tessuto pesante che eviti di svolazzare con la corrente generata da porte e finestre. Molto in voga sono anche le versioni traslucide. Facili da montare si fanno notare anche per la loro funzionalità: in poche mosse è possibile creare un’area studio o conversazione, e una volta terminata l’attività, ritornare alla versione originale dell’open space.

Librerie come pareti divisorie

Non è obbligatoriamente necessario ricorrere ad una ristrutturazione per suddividere gli spazi della tua abitazione. Nei paragrafi precedenti abbiamo in parte già visto come sia possibile ricorrere a delle soluzioni alternative. Uno dei modi più comuni  è ad esempio utilizzare delle librerie come pareti divisorie.

Una libreria in un open space aiuta a creare due spazi distinti tra la cucina e l’area living. Disposta vicino ad un divano traccia la linea di confine tra il salotto e il resto della casa. La presenza dei libri dona quel savoir-faire intellettuale che evidenza come i divani lì vicino siano proprio il luogo adatto per godersi un momento di evasione e relax con un buon libro.

Le librerie non sono solo fatte per contenere libri. Le puoi decorare con vasi e fiori, souvenir dei tuoi viaggi o comunque oggetti di arredo che contribuiscano a rimarcare lo stile della tua casa. Al posto della libreria potresti usare come pareti divisorie anche una parete attrezzata, la quale grazie alle sue dimensioni divide in maniera ancora più netta lo spazio.

Piccolo consiglio: non riempire totalmente gli scaffali. Così facendo la luce proveniente dalle finestre filtra attraverso la libreria contribuendo a mantenere luminosa anche l’area living. Le librerie non servono però solo a dividere il salotto dalla cucina, ma possono creare un ingresso laddove non c’è. Infatti in un open space, dove varcare la porta significa ritrovarsi immediatamente in salotto, una libreria contribuisce a creare visivamente un ingresso da impreziosire poi con un attaccapanni e magari una consolle.

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